Margiotta: “Io doppio ex di Udinese e Frosinone…”

Margiotta: “Io doppio ex di Udinese e Frosinone…”

Per i tifosi udinesi è l’eroe di Leverkusen’ per quelli di Frosinone ‘Big Margio’. Per tutti è Massimo Margiotta, oggi responsabile del settore giovanile del Vicenza, in passato attaccante, tra le altre, sia dei bianconeri sia dei canarini. E proprio sulla realtà laziale parte il suo racconto: “E’ una città  piccola, ma è anche diventata una realtà importante. Rivedo oggi delle situazioni che abbiamo vissuto, al primo anno di B. Rivedo uno stadio stra colmo ad ogni partita, dove far punti è difficile per chiunque. Il Frosinone a prescindere dallo stadio ha una organizzazione e un carattere unici”.

E oggi la favola è realtà, con la Serie A da difendere punto dopo punto: “Era il sogno della famiglia Stirpe arrivare in A, soprattutto di Benito. Sicuramente allora, quando giocavo,  era già un sogno essere in B. Ma la serietà delle persone era già evidente. Questa è la dimostrazione che se si fanno le cose in maniera corretta, senza are sfracelli, con un’organizzazione solida si riescono a raggiungere grandi risultati”.

Il Frosinone ha una rosa con 7 stranieri e del valore di 28 milioni, contro i 23 stranieri bianconeri e i 78 milioni dell’Udinese, e pure sono divise solo da un punto: “Questo potrebbe essere lo spunto per tante persone, serve non tanto spendere, ma creare una società seria ed educata. Nella vita non si compra tutto, il Carpi e il Frosinone dimostrano che i soldi non bastano, serve altro”.

L’Udinese sta vivendo la terza stagione consecutiva sotto tono. Un ridimensionamento o un ciclo che deve riaprirsi? “A Udine va detto che ci stati sempre sono periodi così: l’Udinese ha sempre preso giocatori che alla lunga si sono dimostrati importanti, ora stanno ripartendo con grande organizzazione e sono certo che, se anche non ci sono giocatori importanti, con l’esperienza che ha la società prima o poi riproporrà una squadra di livello, capace di assestare nei piani nobili della classifica”.

Intanto, però, l’età media è stata elevata, oggi si cercano giocatori esperti, più che giovani da lanciare: “Si dovrebbe vivere la situazione per capire i programmi. Ma in una società come l’Udinese i Pozzo qualunque cosa facciano è sempre organizzata. Non lasciano mai nulla al caso, poi è vero che il campo ha sempre ragione”.

Ora Udinese e Frosinone si sfidano, ma la gara non la si definisca chiave per la salvezza, è prematuro specie in casa bianconera: “La gara di domenica è importante, è la gara dove entrambe devono cercare certezze: per l’Udinese è importante continuare a fare risultati positivi, per il Frosinone dare concretezza anche fuori dal Matusa”.

Infine il fattore ‘Friuli’. Com’è possibile che l’Udinese stenti nel novo impianto che doveva portare vantaggi diventando un fortino? “Io guardo quello che ho vissuto: a Frosinone nell’anno di B due ore prima lo stadio era già pieno, quest’anno è sempre così. E’ un vantaggio e una spinta per noi che andavamo in campo. Quello di Udine dico che assomiglia a quello di Torino: la Juve ne ha beneficiato, anche l’Udinese lo farà, l’avvio di stagione è un caso, i risultati arriveranno anche grazie a questo impianto che da ai giocatori una spinta in più”.

 

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