Mattei: Situazione derivante da episodi

Mattei: Situazione derivante da episodi

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A Udine continuano ad approdare ex che hanno segnato la storia degli anni ’90 in bianconero. Luca Mattei dalla scorsa primavera collabora con il club friulano come osservatore per i giovani in  Toscana. “A Udine ci ho lasciato il cuore, ringrazio tutti dal presidente a Carnevale che sono stati con me buoni e mi hanno riportato a casa, Udine mi è rimasta nel cuore. Arrivai dalla Fiorentina dove c’erano giocatori come Baggio e Borgonovo. Eriksson andò al Benfica e Mariottini mi portò in Friuli. Penso di aver fatto 4 anni positivi”, ci racconta.

Trovare giovani oggi è però un compito non facile: “come settori giovanili non vedo più tanta fame, i vivai non sono curati come una volta: i ragazzi oggi hanno tutto, noi avevamo il calcio e basta. Preferiscono stare a casa piuttosto di andare ad allenarsi, questo il problema maggiore. Cos’ si vanno a cercare gli stranieri. Questo si riflette  anche in nazionale”.

Dagli anni ’90 a oggi l’Udinese ha contribuito a puntare proprio sugli stranieri. Un club che da allora è cambiato radicalmente:  “Ricordo che al primo anno di A ci è manca l’esperienza, Balbo e Senisni erano eccezionali, ma gli altri non avevano molta pratica con la categoria. In qualche partita abbiamo buttato via parecchi risultati, poi pian piano abbiamo gettato le basi già allora per quello che sarebbe successo poi. La società aveva già le idee chiare e non nascondo che io stesso ci credevo al salto di qualità: c’era già organizzazione e intuito. Già allora gli stessi Balbo e Sinsini erano sconosciuti poi lanciati. Oggi paradossalmente si ha un’immagine migliore di Udine da fuori”.

Udinese che, però, appare in crisi di risultati: “Conosco Colantuono da quando giocava contro di me! A Bergamo ha sempre fatto bene, non so se ha una rosa ampia però. Gli manca qualcuno per infortunio e c’è stato più di qualche episodio sfavorevole. Non sottovalutiamo questo aspetto. Non mi preoccuperei di questo avvio. Si è creato tanto, ma si è stati poco concreti: certo qui si deve crescere, ma io non drammatizzerei”.

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