Piazzolla: Colantuono l’uomo giusto con una spada di Damocle

Piazzolla: Colantuono l’uomo giusto con una spada di Damocle

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Uno sbirciata al passato, uno sguardo al presente e al futuro immediato. Carlo Piazzolla, storico direttore generale bianconero, fa le carte alla nuova stagione a partire da un giudizio su Stefano Colantuono, scelta azzeccata, ma che ha una spada di Damocle importante sulla testa: “E’ un uomo tosto, ma se poi subentreranno le squalifiche sarà un problema. Se c’è stato un rinvio a giudizio vuole dire che ci sono elementi. Non giudico, ma voglio solo dire che se i PM hanno scelto così, c’è la possibilità che possa essere squalificato. Speriamo non succeda, perché deve dare un’impostazione alla squadra, ha bisogno di lavorare e andare in panchina. La scelta è stata comunque ottima, non lo conosco personalmente, ma ha un curriculum che parla di uomo determinato, uno che non ha paura nel lanciare i giovani, uno che rientra nella filosofia dell’Udinese”.

Nuove regole, quanto stanno incidendo sul mercato?
“Non si sta valutando i giocatori per via delle nuove regole. E’ normale che molti giovani non siano emersi ancora. L’Udinese ha la necessità di far giocare chi non si è rivelato pronto. La società è toccata in modo marginale dalle nuove regole. Se ha una necessità impellente  gira qualcuno al Watford o al Granda, il Sassuolo per esempio non lo può fare”.

Nuovo stadio, quali pressioni porta in queste stagione?
“Le pressioni del pubblico nascono dai risultati: i friulani oramai sono di bocca buona. Sono civili e obiettivi, se la squadra gioca bene lo stadio sarà accogliente, altrimenti i fischi arriveranno da vicino!”

Quel è stato l’errore fatale di Stramaccioni?
“La gestione del gruppo, ma anche la comunicazione che ha avuto: lui diceva che la squadra era carente, ma se alcuni elementi sono sul mercato e pronti ad andare in grandi squadre vuol dire che qualche elemento importante c’era. Allenare a Udine e dire che lo scudetto è la salvezza ha fatto irritare perfino me che non sono parte in causa. Non è nel dna di Pozzo ascoltare certe cose. Giustificare sempre le sconfitte poi è stato sbagliato, se si è perso è stato merito dell’avversario”

Zapata a Udine, Allan al Napoli: come giudica quest’operazione?
“E’ nella filosofia della società vendere sempre un paio di giocatori, anche se questo non farà fare il salto di qualità. I nuovi devono ambientarsi, per cui non attendiamoci il salto, servirebbe trattenere i migliori per almeno tre anni per farlo. La filosofia è questa, i tifosi si devono abituare. Poi, in alcuni anni, certe grandi fanno cilecca e l’Udinese può approfittarne. La vedo dura però, anche se la salvezza non sarà di certo in discussione. Zapata se gli si da fiducia è un ottimo giocatore. L’Udinese, del resto, ha bisogno di qualcuno davanti visto che Di Natale farà il part time”

 

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