Stramaccioni: “Spalletti impressionante, grande chance domenica”

Stramaccioni: “Spalletti impressionante, grande chance domenica”

In un’intervista esclusiva, l’ex tecnico dell’Udinese ha analizzato l’andamento della Serie A con un occhio di riguardo alle “sue” squadre. Intanto a Praga ha iniziato un nuovo percorso: “L’obiettivo è ricostruire tra tantissime difficoltà”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Da scopritore di giovani talenti ad allenatore giramondo. A soli 41 anni Andrea Stramaccioni ha già collezionato esperienze importanti in Italia e in Europa e alcuni mesi fa ha accettato la sfida (forse) più difficile: riportare lo Sparta Praga ai fasti di un tempo, vincendo in primis lo scetticismo di un ambiente particolarmente ostile. I primi risultati stanno lentamente arrivando, ma la strada rimane in salita. E’ lo stesso tecnico romano, dopo mesi di silenzio, a raccontarlo in un’intervista esclusiva, nella quale analizza la sua stagione in Repubblica Ceca, senza dimenticare i suoi trascorsi alla Roma, all’Inter, all’Udinese – delle quali continua a essere un sincero estimatore -, e al Panathinaikos, relegato ormai ai margini del calcio europeo. Una nobile decaduta, potremmo definirla, esattamente come la Nazionale italiana, che lo scorso 13 novembre ha vissuto l’umiliazione più atroce: l’eliminazione dalla fase finale di Mondiali. Proprio da qui ha inizio la nostra chiacchierata con Strama

Mister, cominciamo dalla Nazionale, come commenta questo fallimento?

Il mancato raggiungimento del Mondiale è una sconfitta di tutti e non solo di chi ci ha rappresentato. Ventura ha sicuramente le sue responsabilità, ma per me che sono un suo estimatore posso dire che non ha espresso tutto il suo potenziale in quanto lui è, e resta per me, un Maestro del lavoro settimanale e della ripetizione delle sue idee sul campo. E allenare la Nazionale vedendo i giocatori pochi giorni ogni due mesi non ti permette di farlo. Ora bisogna scegliere la persona giusta per ricominciare e ricostruire, perché noi siamo tra i migliori al mondo e continueremo a dimostrarlo sul campo.

Riesce sempre a seguire la nostra Serie A?

Seguo sempre la Serie A, sono felicissimo per l’Inter. Il lavoro di Spalletti è impressionante e domenica ha una grande chance per lo scontro diretto tra Napoli e Juve. Lui è una persona vera che mi vuole bene e a cui io ne voglio, mi ha aiutato a crescere sempre.

Lo ha sentito?

Ci sentiamo spesso e ci siamo sentiti anche prima che io accettassi lo Sparta e lui l’Inter, forse è la prima volta che ho potuto dirgli qualcosa di utile anche io…

Roma e Udinese le altre due “sue” squadre, sono in situazioni molto differenti, cosa ne pensa?

Alla Roma di Di Francesco e Monchi vanno fatti i complimenti perché non era assolutamente facile arrivare dopo Spalletti e fare subito bene. E sono felice di rivedere Florenzi in campo. Ho un legame particolare con lui e vederlo re-infortunarsi mi ha fatto molto male. Lui è forte ed ha una splendida moglie e una grande famiglia a sostenerlo. Capitolo a parte per l’Udinese perché Udine e i friulani meritano di meglio, ma sono sicuro che i Pozzo sapranno venire fuori da questa situazione come sempre e vi posso garantire che non è vero quando leggo che a Gino Pozzo non interessa più dell’Udinese. L’Udinese è la loro vita e non la abbandoneranno mai. Faccio un grande in bocca al lupo a Massimo Oddo.

Gattuso ha rilevato Montella, come giudica questo avvicendamento?

Vincenzo è un amico e un grande allenatore, posso immaginare le difficoltà che ha dovuto fronteggiare e credo conoscendolo che sarà presto pronto a confermare il suo valore su una nuova panchina. Da queste esperienze dolorose si cresce tantissimo.

Domani si giocherà Napoli-Juventus: decisiva?

Non credo sarà decisiva in termini di punti, ma se il Napoli facesse risultato dominando da un punto di vista del gioco potrebbe essere uno spartiacque psicologico. E ripeto, l’Inter ha una grande chance anche se contro un avversario ostico (il Chievo, ndr).

Dopo il Panathinaikos, lo Sparta Praga un altro prestigioso club europeo in un momento non facile…

Una sfida molto complicata per uno straniero, ma è un grandissimo orgoglio essere l’allenatore di un club che ha vinto così tanto, ha milioni di tifosi e rappresenta un intero popolo. Il club da tre stagioni vive il momento più difficile che un grande club possa affrontare, quello della “ricostruzione di un ciclo vincente”. In Italia negli ultimi 10 anni ci sono passate quasi tutte le big, Inter, Juventus e Milan, ed è sempre difficile.

Non a caso la scorsa stagione il club ha cambiato 4 allenatori in 10 mesi…

Ora siamo a 7 punti dalla Champions che resta il nostro obiettivo, ma è importante anche costruire il nuovo blocco di calciatori, la spina dorsale che rappresenterà il futuro del club. E questo non è facile quando ogni anno vendi i 2/3 migliori (Schick, Krejci, Dockal, nelle ultime stagioni ndr).

Lei è il primo allenatore straniero del club e unico del campionato, come mai questa scelta?

Il presidente mi ha fortemente voluto per un motivo preciso: ricostruire e internazionalizzare la squadra. Ma abbiamo cambiato tantissimi giocatori (13, ndr) e metodologie di lavoro rispetto alle loro abitudini e purtroppo serve tempo. Ora alla sosta invernale ci ritroviamo con 28 giocatori importanti, frutto della connessione di più gestioni. Troppi, davvero troppi. Da questi 28 dovranno essere scelti i giocatori, nei quali l’allenatore e la società credono per il futuro.

Che rapporto ha con il suo presidente?

Il presidente è un imprenditore geniale e un intenditore di calcio che da 12 anni guida il club, con lui ho un confronto quotidiano e attivo e conosce esattamente tutte le mie opinioni e io conosco le sue, ora starà a lui decidere come è giusto che sia la direzione che reputa migliore per il futuro della sua squadra. Il mio lavoro è stato fin dall’inizio cercare di capire più velocemente possibile una realtà nuova e lavorare duramente, prendendo spesso anche decisioni impopolari per il futuro e la gestione di questa squadra.

Che differenze con la Serie A?

Quello ceco è un campionato diverso dal nostro, molto agonistico, meno tecnico e meno tattico. Molti giocatori stranieri hanno avuto difficoltà nell’ambientarsi velocemente come spesso può accadere anche in Italia.

Qualcosa dall’Italia lo ha portato, è arrivato Biabiany in prestito dall’Inter…

Jonathan è un giocatore che conoscevo bene dall’Italia e che avevo cercato di prendere anche a Udine, ma poi è tornato all’Inter. In estate siamo riusciti a strapparlo alla concorrenza di tante squadre ed è approdato qui. Purtroppo non averlo potuto utilizzare in Europa ci ha penalizzato, ma il suo contributo iniziale è stato molto importante. Sicuramente senza le Coppe, per la società il suo ingaggio è un lusso, io da allenatore farò di tutto affinché possa rimanere fino alla fine della stagione, perché è un bravissimo ragazzo e un ottimo giocatore.

Parte della tifoseria sembra non aver gradito l’arrivo di un allenatore straniero e alcune scelte iniziali…

La parte calda della tifoseria probabilmente non ha gradito alcune scelte iniziali e l’eliminazione dall’Europa League contro la Stella Rossa, e in più essere il primo e unico allenatore non ceco della loro storia e del campionato non aiuta in tanti aspetti in campo e fuori, ma so bene che per allenatori e calciatori il rispetto dei tifosi si guadagna solo con i fatti e i risultati.

A un anno dal suo addio, invece, il Panathinaikos versa in condizioni pessime di classifica e si sta scongiurando il fallimento…

Dispiace tanto che un club così blasonato nel mondo stia attraversando un periodo così lontano dai primi posti , fuori dall’Europa e rischi seriamente di fallire. Conosco bene le dimensioni economiche della sua crisi perché tutto cominciò con me allenatore esattamente un anno fa, dopo essere stati in testa e tornati in Europa dopo tre anni e tutto finì a causa dell’inizio di questi problemi. Nemmeno le cessioni eccellenti di Zeca e Berg non sono state sufficienti. Resto legato a molte persone al Pana e spero alla fine di questa stagione tutto sia sistemato per il meglio.

Un figlio a Udine (Giulio), una figlia ad Atene (Elena) qualche altra bella notizia in arrivo anche da Praga?

I figli sono un dono di Dio, ti cambiano la vita e ti fanno dare il giusto peso a tutto ciò che ci circonda… Credo che stiamo bene così, ma mia moglie è giovane e non si sa mai!

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