Susic: L’Academy un gran progetto. Lo stadio un vanto

Susic: L’Academy un gran progetto. Lo stadio un vanto

«Sono ancora molto legato all’Udinese, del resto sono di Gorizia per cui è ovvio che sia sempre affezionato questi colori. I pozzo li conosco bene, sono loro che mi hanno portato in A a soli 18 anni. Oggi, ogni tanto vengo a vedere i bianconeri allo stadio, lo scorso anno facevo parte anche dell’Academy, coprivo la zona del Veneto. Insomma l’Udinese è ancora parte della mia vita ». Parla così, con un pizzico di emozione nella voce, Massimo Susic, ora allenatore del nuovo Treviso (Eccelenza), che cercherà di rislire la china. « Qui, nella Marca, c’è tanta attesa, la nuova proprietà ha idee chiare e sta facendo un gran lavoro per riportare questi colori nelle categorie che spettano a un club come il Treviso », ci racconta.
Ma lo sguardo è rivolto ancora all’Udinese che sta ornando a battere le piste dei dilettanti, grazie al Progetto Academy: « E’ un’idea davvero molto interessante, quando sono stato contattato ho dato subito la mia disponibilità, è bello guardare da vicino le realtà dei  dilettanti e monitorarle. Fin che c’ero io avevamo 9 società  affiliate in questa zona, possono essere una fucina di nuovo campioni ».

Del resto per troppo tempo l’Udinese (ma non solo) si  dimenticata di coltivare i suoi giovani. Forse i ragazzi  italiani hanno meno fame rispetto a un tempo, o forse sono gli stranieri ad averli relegati in disparte:  «Quando trovo amici o vecchi compagni ne parliamo spesso. Io dico sempre che ho giocato perché sono salito sul treno al momento giusto. Ma io in quegli anni avevo più possibilità, quella volta le rose erano composta da 16 elementi, gli altri erano Primavera. E questi si allenavano quasi quotidianamente con i grandi, per cui crescevano prima, perché avevano la possibilità di confrontarsi con chi aveva più esperienza. Poi venivamo spesso convocati anche all’ultimo, se veniva a mancare qualche titolare e serviva portare un elemento in panchina. Insomma, c’erano più possibilità.  Mi dispiace davvero per Scuffet. Da friulano ho avuto il privilegio di giocare nella squadra della regione: dopo anni un friulano che arriva in prima squadra dimostrando di valere, era una bella favola. L’anno scorso purtroppo è stato relegato fuori, mi spiace non vederlo ancora in A, spero che ora si confermi a Como».

Ora però è tempo di guardare al presente: « Colantuono mi convince, è uno grintoso. L’anno scorso, forse, Stramaccioni non ha avuto la necessaria esperienza e si è scelto per questo l’ex tecnico dell’Atalanta. Ha sempre fatto bene, i dati parlano per lui. Poi quest’anno ci sarà un grande stadio da onorare e che darà una spinta in più. La famiglia Pozzo ha dato tanto all’Udinese, questa è la ciliegina sulla torta, soprattutto per un friulano. E’ un vanto, si provi solo a pensare in quanto tempo è stato costruito. Senza contare che è stato fatto mentre la squadra giocava. Insomma è stato un miracolo, ma del resto i friulani hanno già dimostrato il loro carattere dopo il terremoto, ora lo confermano. Credo che tutti debbano essere orgogliosi di questo gioiello. Purtroppo gli ultimi due anni non sono stati eccelsi sul piano dei risultati, soprattutto lo scorso anno non si è mai fatto il salto. Ora con lo stadio e un nuovo corso credo che l’Udinese possa togliersi nuove soddisfazioni ».

Susic porta ad esempio l’Udinese, anche perché conosce bene altre realtà italiane, vedi il Parma: « Vederlo ridotto così fa male, ma come da tutte le cose negative si può rinascere in modo migliore. La passione è rimasta inalterata in Emilia, ogni giorno mi arrivano richieste di amicizia via Facebook dai tifosi ducali, Barilla oggi è una garanzia. Sono certo che risorgerà più forte di prima, ma quel che è accaduto deve essere un monito per tutti ».

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