Galparoli: lo spirito di gruppo c’è e si è visto!

Galparoli: lo spirito di gruppo c’è e si è visto!

Mi è piaciuta l’Udinese vista col Cesena, a parte qualche svarione difensivo: in avanti però l’Udinese ha qualità. La Coppa è un’altra competizione, ma l’appetito vien mangiando e si dica quel che si vuole andare avanti è importante. Magari mettere una coppa in bacheca! Si vedeva però che l’Udinese voleva vincere, è stata bella la partecipazione anche dalla panchina.

Sulla difesa a tre dico che è l’allenatore che decide in base a quello che ha: per me se la fai devi avere tre dietro davvero forti, altrimenti è meglio coprirti. Poi dipende dagli esterni, fondamentali, perché la difesa a tre comprende tante dinamiche per cui solo Stramaccioni saprà se i giocatori sono pronti a tornare indietro.

La grande Udinese di Zac e di Guidolin giocava così, ma che giocatori avevano? Per me o sono forti i difensori oppure si rischia.

C’è anche la questione della mentalità: se uno è aggressivo può giocare con qualunque modulo. Anche se va detto che le partite non sono mai prevedibili: pensi a una impostazione, poi ti devi adattare.

Ora c’è l’Inter, una gara che è uno scontro diretto. O fai la partita o fai il tuo onesto campionato, senza velleità, per me è un bivio. L’Inter sembra una predestinata a crescere, ma in questo momento i problemi ci sono. Per questo vorranno far fuori una diretta avversaria. Perdere lancerebbe l’Udinese alla faccia delle critiche, stroncherebbe le speranze dell’Inter.

I nomi oggi contano poco: l’Inter ha blasone, ma la classifica è deficitaria anche se parlano di Champions. E se lo fanno loro anche l’Udinese può iniziare a pensare in grande. Se hai la mentalità vincente poi ti viene tutto più facile.

L’Udinese ha dimostrato di giocarsela con tutti: si deve partire da questo, le cose fatte non sono casuali, siamo tra le 6 migliori in Italia, ma dobbiamo avere la mentalità vincente.

Soprattutto ai nuovi bisogna inculcare questa mentalità, Udine non è un trampolino di lancio. Anche se è ovvio che la politica dice che dopo tre anni sai che vai via per motivi di bilancio. però finché ci sei pensa in grande, cosa ti costa! Anche perché a Udine c’è pazienza per aspettare e fare bene, bisogna sfruttare questa caratteristica.

L’Inter è la dimostrazione che non ha programmazione e pazienza.

Passiamo ai ricordi: la gara del 1990 con l’Inter è stata unica. Emozioni a Udine e orecchio a Cesena. Se arrivava Marchesi prima, forse ci saremmo salvati, ma era un’altra Udinese, si è pagata l’inesperienza della società. Che tempi! Oggi sarebbe giusto ricordare quelle cose per far capire quanto è cresciuta questa Udinese.

Dino Galparoli
©Mondoudinese

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