Galparoli: sto con Pozzo, è giusto, non ci si può sempre accontentare perché ‘siamo l’Udinese’

Galparoli: sto con Pozzo, è giusto, non ci si può sempre accontentare perché ‘siamo l’Udinese’

Partiamo ovviamente dal 3-5, l’ho rivista perfino poco tempo fa: poteva anche essere un 6-4 finale per noi. E’ stata apertissima, i primi 20 minuti sono stati da incubo, poi abbiamo pareggiato potevamo passare, poi loro hanno segnato i due gol finali. E’ sta una partita giocata a viso aperto con chi poi ha vinto lo scudetto. Spesso ricordiamo quella gara tra ex compagni. Loro avevano più da perdere di oi, questo è da dire.

Ricordo che negli spogliatoi Zico ci ha spronato, ma eravamo tutti ‘incazzati’ sapevamo che potevamo ancora dire la nostra. Purtroppo è andata per loro, ma ripeto poteva finire anche con 6 gol per noi. Le tattiche erano passate in secondo piano. Concordo con chi ha detto che è stata in piccolo l’Italia-Germania del Mondiale in Messico.

Oggi il derby è cambiato: con pochi italiani si sente poco l’atmosfera e si vive diversamente questa gara. allora Cinello, Miano, De Agostini, Fanna era ovvio che sentissero la gara. Oggi guardo le formazioni e mi dico come facciano a identificarsi con la maglia. E’ difficile oggi insegnare a un Muriel qualunque che la maglia bianconera ha un valore enorme per una terra. Per loro sono partite giocate da professionisti.

Stramaccioni fa bene a sottolineare la friulanità: se non lo fa lui chi lo fa nello spogliatoio oggi? Per cui se l’ha detto lo sente davvero ed è bellissimo, non è da tutti.

Domenica sarà dura per il Verona: hanno sbagliato il mercato, sta pagando caro. Però forse l’Udinese rischia più che con l’Inter, è favorita, ma deve pensare in grande e metterci la fame giusta perché altrimenti potrebbe cadere in trappola.

Le parole di Pozzo arrivano finalmente! L’ambizione è il nervo del calcio, con il nuovo stadio, dopo essersi consolidati finanziariamente ora punta davvero all’alta classifica: è giusto, non ci si può sempre accontentare perché ‘siamo l’Udinese’. Anche per la storia: in 100 anni il club ha scritto pagine importanti nel libro del calcio italiano, ma non ha ancora vinto. Ora serve qualcosa che rimanga.

Dino Galparoli
©Mondoudinese

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