Ganz: Strama sta lavorando sul senso di appartenenza.

Ganz: Strama sta lavorando sul senso di appartenenza.

Nell’Udinese mi ha colpito l’intraprendenza: se vai a Milano oggi con coraggio puoi ottenere risultati vista la situazione delle milanesi. Quello che ha detto Stramaccioni è la verità, ovvero che è stato giusto tentare di buttarsi in avanti, magari si perde, ma si può vincere: una volta non era così, se attaccavi dovevi farti il segno della croce, oggi le due milanesi sono l’ombra di quelle squadre. La qualità è scesa per loro, ma non scordiamoci che si è alzata per l’Udinese così come per Genoa e Samp soprattutto. L’Udinese saputo dove e quando attaccare, il modulo è stato importante, ma è stata la mentalità a fare la differenza. Strama ha studiato i movimenti dell’Inter con meticolosità e si è visto il risultato.

L’Udinese però non sta nascendo,  forse mutando pelle, ma ricordiamoci sempre che sono anni che la squadra sta facendo cose grandiose: poi si possono azzeccare le stagioni migliori così come quelle meno splendenti come la scorsa, capita a tutti, ma dipende anche dagli avversari. Se l’Inter e il Milan non sono all’altezza l’Udinese ne approfitta, perché ha qualità, spirito di gruppo, che è quello che vuole Strama ed esperienza.

Stramaccioni l’ho conosciuto due anni fa: è giovane ha tanta voglia di fare, quando intraprendi la strada dell’allenatore e parti con l’Inter facendo buone cose, ma non bellissime, poi ti devi mettere davvero in gioco:  si vede adesso che è un ottimo allenatore, che se l’Inter lo aveva scelto non era stato un caso, peccato per gli infortuni avuti quell’anno.

Lui parla di nuovo di friulanità  e fa bene, ma società ha intrapreso la strada della qualità basta sugli stranieri, la friulanità è una cosa che capisce la gente, mi viene difficile pensare che la squadra senta i nostri ideali. Le parole che dice Strama, col figlio nato a Udine, le sente davvero però ora deve riuscire a trasmetterla a tutti. Ci sta provando è davvero un bel punto di partenza, ma la situazione dice che devi parlare a gente venuta da fuori di valori che sentiamo dentro noi friulani, come l’amore viscerale verso la nostra terra. Io ho la figlia nata a Firenze, ma la voglio far sentire sempre friulana. E’ giusto esternare la nostra origine. L’appartenenza è fondamentale, io ho l’orgoglio friulano, l’ho sempre detto anche se non ho mai giocato a Udine. L’appartenenza alla mia terra è forte, lui cerca di trasmetterla, ma è una cosa positiva che ci provi e lo dica con orgoglio, sono felice che si vedano questi valori.

Djean ha grande passione, si vede da come si pone: abita a Milano, parlo spesso con lui, non pensava nemmeno fosse così bello andare a fare il vice. Quando smetti c’è un contraccolpo, per lui invece è un’esperienza bellissima, c’è partecipazione in tutto.

Sul campionato l’Udine può e deve pensare in grande: Genoa e Samp sembrano extraterrestri oggi, più il Genoa forse. Può essere il campionato dei «  peones »,  Roma e Juve sono di un altro pianeta anche se sono calate rispetto all’anno scorso, ma dal terzo posto in giù possono lottare tutte, Udinese compresa ovviamente.

Sulle note liete del torneo ci metto dentro Sassuolo e Empoli  che sono le uniche che copiano il modello Udinese a loro modo: perché Squinzi con il tempo creeerà una potenza straordinaria e nel tempo diverrà una realtà importante, del resto ha già uno stadio suo non scordiamolo. L?Empoli cavalca la politica che tutti i club piccoli dovrebbero fare e i giovani che lancia sono quasi sempre ottimi.

Ma l’Udinese è una entità unica: in 100 anni sono passati campioni incredibili, anche se manca la vittoria, che però è difficilissima perché ci sono mille componenti a determinarla.

La cosa che però mi spiace è che manca senso di identificazione, o meglio che sia venuto meno: Strama fa un grande lavoro su questo aspetto, ma vorrei un friulano in squadra. Cinotti è di Tolmezzo, è forte, ma gioca a La Spezia, come successo a me che non ho potuto mai vestire la ‹ mia › maglia. La scuola friulana è ancora valida. Senza friulani è dura creare identificazione, almeno io la penso così. Purtroppo qui si deve andare a parlare dei settori giovanili, è un discorso economico e c’è poca voglia di investire in allenatori, strutture ed è quindi più facile prendere giocatori all’estero e portarli qui. Ci guadagni comprandoli, li vendi a tanto, con gli italiani è più dispendioso. Ma l’Udinese è come lo slogan del Barcellona per i friulani: qualcosa di più di un club.

Maurizio Ganz
©Mondoudinese

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