Giaretta: dobbiamo essere affamati. E la Coppa è un viatico per l’Europa.

Giaretta: dobbiamo essere affamati. E la Coppa è un viatico per l’Europa.

La risposta dell’Aia non è stata elegantissima, soprattutto nei confronti di un patron che pensa prima di parlare, per cui la situazione è nata male a monte: è stato designato un arbitro che è stato coinvolto già l’anno scorso in episodi dubbi. Non parlo di malafede, ma è un condizionamento: l’arbitro che non ha personalità accusa errori precedenti.

Il condizionamento del gol-non gol- tra l’altro non credo possa esistere, dico che Pairetto ha visto bene, mentre il rigore su Badu c’era, invece. Marginiamo però tutto questo,  perché serve capire quanto stiamo esprimendo.

Sull’analisi della squadra ci manca un risultato che dia fiducia: l’identità è stata cambiata a causa degli infortuni. Silva assente, Widmer infortunato, Muriel idem sono situazioni contingenti che contano, ma non attacchiamoci ai singoli. Guilherme appena arrivato si è imposto prepotentemente, ora la crisi fisiologica forse c’è. Serve trovare la nostra identità, qui sta il punto, urge trovare la giusta quadratura.

Dal di fuori sembra che sia mancata a Milano anche la fame giusta, quando, invece, in certi stadi dovrebbe scattare l’adrenalina: abbiamo difficoltà, i ragazzi pensano a come impostare la partita, e forse si perde un po’ di agonismo. Ma invece dobbiamo essere aggressivi più degli altri e non permettere di farli giocare. Se troviamo questo spirito, sono certo che allora ci sbloccheremo da questa situazione definitivamente.

Ora, però,  pensiamo alla Coppa: non è un modo per fare esperimenti, ma un modo per arrivare in Europa, per cui anche se il tabellone è duro vogliamo mettere in campo la migliore formazione possibile. La coppa, lo ripeto, è fondamentale: non è un’amichevole, pensiamo a questa poi a Milano.

Cristiano Giaretta – Ds Udinese
©Mondoudinese

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