Turci: le motivazioni devono esserci, altrimenti cambi mestiere

Turci: le motivazioni devono esserci, altrimenti cambi mestiere

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Io penso che la vittoria di San Siro abbia creato aspettative superiori alle qualità della squadra: la sconfitta col Verona, più o meno meritata, è stato uno smacco. Purtroppo le aspettative aveva fatto alzare l’asticella degli obiettivi, in tutti, nessuno escluso. La gara col Verona ha portato tutti con i piedi per terra. Le due cose venute in così breve tempo hanno creato tensione. La vittoria e la sconfitta in casa ha dato valore prima e poi declassamento. Fondamentalmente non ha capitalizzato quei tre punti fatti nell’impresa contro l’Inter.

Molto più facile parlare che fare, a parole in Italia siamo tutti bravi con i problemi degli altri.

Sulla media voto dei centrocampisti (solo Badu sufficiente) va premesso che la situazione generale rimane positiva: se a 21 punti c’è questa tensione, a cinque punti dalla Samp, è impensabile averli fatti se un reparto non funzioni in blocco. Se poi un reparto rende meno di quanto potrebbe fare, è un discorso, ma 21 punti non sono un caso. Senza un reparto è inconcepibile pensarlo. Il minimo sindacale è stato fatto, è innegabile.

Va analizzata anche la componente esterna: se ci sono critiche probabilmente non sono stati raggiunti i risultati. Stramaccioni è da 4 mesi che lavora, le cose vanno più che discretamente, se c’è qualche critica o qualche attacco, tutto sommato fa parte di un sistema. Purtroppo bisogna accettarlo, l’allenatore deve saper superare anche questo, facendo risultati, perché in Italia funziona così. In Inghilterra Ferguson ha vinto dopo un bel po’ e gli è stata dato tutto il tempo. Qui nessuno valuta il lavoro, ma solo i risultati. E questi sono l’arma per essere credibile nel sistema calcio Italia. Qui ci sono 60 milioni di allenatori, questa è la verità. Da una parte sono cose che infastidiscono, dall’altra serve accettare come funziona, giusto o sbagliato che sia.

Ora vincere a Marassi è dura: Mihajilovic ha cominciato il lavoro l’anno scorso, non quest’anno come l’Udinese di Stramaccioni. Con i risultati hanno creato credibilità, hanno perso una sola gara, sono in piena lotta per l’Europa, sono molto quadrati, sarà dura vincere in quello stadio. Rispecchiano il carattere dell’allenatore.

Sulle motivazioni, da fuori, rimango perplesso quando si dice che manchino giocando a Marassi, uno stadio fantastico con un pubblico unico. Basta questo per avere le motivazioni. Se questo non basta, allora hai sbagliato mestiere. Tutte le componenti sono importanti, ma una partita del genere ti fa dare il 110 per cento. Io ritengo che Udine non sia una città appagata: è certo difficile ripartire sempre da zero o quasi, con obiettivi non semplici. L’Udinese deve fare sempre un campionato d’onore, ha considerazione in Italia, si gioca per l’Europa anche se si parte con l’idea della salvezza che capisco, ma è ovvio che ci si attende altro. Questo è il succo del discorso. Non c’è appagamento, non è facile, ma è un posto dove si può far calcio.

Gigi Turci
©Mondoudinese

 

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