Udinese, l’asino della serie A (di B. Pizzul)

Udinese, l’asino della serie A (di B. Pizzul)

Non sono contrario ad un cambiamento al vertice, ben venga se dovesse arrivare nuova linfa, ma faccio una piccola riflessione: visto che non mi pare di vedere tutti questi pretendenti cercare di aggiudicarsi il trono bianconero, rischiamo, come ahimè ho visto in tante altre società, di cascare dalla padella alla brace

di Redazione

Il futuro dell’Udinese è incerto e allo stato attuale è impossibile fare previsioni, tutto può accadere. Certo è difficile trovare appigli a cui aggrapparsi: la squadra gioca male, presi individualmente i giocatori sono fuori condizione e hanno timore a stare in campo. Contro l’Inter Tudor ha impostato un gioco spregiudicato, un azzardo dettato forse da un po’ di presunzione. Ora come ora l’Udinese è la peggiore del campionato, l’asino della serie A, poiché anche le dirette concorrenti nel rush per la salvezza sono più lucide e brillanti di lei. Se continuiamo a contare sul fatto che le altre facciano male è la fine; la matematica certezza di retrocedere non impedirà al Verona di giocarsi la propria partita, si sa che la tifoseria gialloblù storicamente non ha mai ‘simpatizzato’ con quella friulana e cercando di giocare alla pari, nelle nostre condizioni, potremmo uscirne malconci. I vertici dirigenziali hanno sicuramente delle responsabilità che corrono indietro nel tempo, nell’immediato hanno cercato di modificare tutto quello che si poteva modificare; l’errore un po’ di tutti è stato aspettare undici sconfitte per poi cercare freneticamente di correre ai ripari e uomini come Barak, Jankto o Fofana forse sono stati gestiti male da chi aveva la responsabilità tecnica. Ma ricordiamoci una cosa: per una città piccola come la nostra, un ventennio in serie A è un miracolo e ancora oggi, nel mondo, l’Udinese viene reputata come modello di società calcistica. I tempi sono cambiati e le disponibilità finanziare non sono più le stesse oltre al fatto che oramai anche giocatori sconosciuti pescati in Paesi improbabili sanno il fatto loro su come richiedere ingaggi di un certo spessore. Non sono contrario ad un cambiamento al vertice, ben venga se dovesse arrivare nuova linfa, ma faccio una piccola riflessione: visto che non mi pare di vedere tutti questi pretendenti cercare di aggiudicarsi il trono bianconero, rischiamo, come ahimè ho visto in tante altre società, di cascare dalla padella alla brace.

Bruno Pizzul

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