Zico e la Fifa: sicuro, Galinho? (F.Canciani)

Zico e la Fifa: sicuro, Galinho? (F.Canciani)

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Sento che Arthur vuole candidarsi per la successione a Re Josef. Dispiacerà a Tavecchio, che ha pubblicamente espresso il suo rammarico per il ritiro dello svizzero. Probabilmente lui lo considera(va) un campione dello sci, uno che dopo Zurbriggen ha riportato lo sport invernale elvetico ai massimi splendori. Non credo potesse parlare in termini così lusinghieri del presidente una federazione in cui si vendevano sottobanco anche i posti a ristorante per la pausa pranzo.

Sento che Arthur ha un sogno: moralizzare il calcio e portare il concetto di Joga bonito anche dietro le scrivanie, nelle segrete stanze, nelle aule dei bottoni dove si decide il destino di questa o quella manifestazione.

Il mio sogno è il suo, il suo sogno è il nostro, tutti vorremmo trasparenza e ricostruzione, glasnost in perestrojka, ma ho dubbi, tanti e circostanziati.

Quel sistema, quel mondo si è manifestamente alimentato di sé stesso e di corruzione da decenni, forse da sempre; Zico ci riuscirebbe, nella sua missione (im)possibile, solo se fosse certo di rimuovere tutti i gangli tumefatti dall’organismo che si accingerebbe a presiedere. Ecco la parte difficile, perché puoi rimuovere un corrotto da una posizione, ma difficilmente riesci ad eliminare la corruzione dal sistema. Servirebbe un certo numero di uomini e donne di peso, di suoi sodali, che intimidissero questi caribici, questi oceanici, a tal punto da convincerli che la missione sportiva per cui sono stati votati non prevede anche il riempimento di un conto corrente alle Isole Caimane.

Vada come vada, Galinho: se ci provi, sai che almeno una regione, un’intera regione ed un intero popolo, ti sosterranno così come fecero con il giocatore che è in te, con la persona che sei, trent’anni fa. E come fanno ancora.

E se servono un paio di centinaia di bodyguard per scongiurare il rischio personale che correrai, e se necessiterai di dissuasori anticorruzione, sappi che un paio di torpedoni stipati di penne nere sono pronti a partire. Lo voglio vedere, il corrotto del Nicaragua, di fronte ai nostri alpini; si preoccupi se vede un gigantesco cappuccino: il savoiardo è lui.

Corri, Galinho. Con juicio, ma corri. E noi corriamo con te.

Franco Canciani @MondoUdinese

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