Ahi, ahi……che dolore

Ahi, ahi……che dolore

Parafrasando Ligabue, l’Udinese ha vissuto il giorno di dolore che uno ha…

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C’era una canzone di Ligabue che si intitolava “ il giorno di dolore che uno ha “, beh udinesemente parlando, passatemi il termine, quella contro l’Inter raggiunge il primo posto in graduatoria tra le delusioni subite negli ultimi anni.

Un risultato pesante, forse nemmeno meritato, ma per questo ancora più doloroso visto gli errori dei singoli, una squadra di una pochezza tecnica disarmante, uno stadio pensato per gli altri. Umiliazioni che vorremmo evitare in previsione dell’inaugurazione di gennaio contro la Juve, alla quale mi oppongo fortemente.  Se un tifoso si ritiene tale, nella serata contro l’Inter avrà provato la mia stessa delusione, e se i dirigenti non l’hanno provata, invece, dovrebbero dimettersi loro, che hanno le nostre stesse radici, sono gli artefici di queste scelte.

Uno stadio a misura d’ospite come quello dell’Udinese non si è mai visto in nessuna parte del mondo, con i tifosi bianconeri relegati agli angoli dei settori principali e dove la curva resta l’unico baluardo del tifo friulano. E nonostante questo, l’incitamento ed il sostegno non sono mai mancati per tutto l’arco della partita.

Questa è la vera dimostrazione di passione ed attaccamento, quella che manca alla dirigenza friulana, che ancora oggi tentenna se acquistare qualcuno con il mercato di gennaio.  Un mercato che dopo la prestazione di ieri, ha detto che oltre ad un rinforzo in attacco, ne servono un paio anche in mezzo al campo. Anzi, era evidente già dall’anno scorso.

Eppure l’intensità e l’impegno non sono mancati, e da questo punto di vista bisogna fare i complimenti ai ragazzi, e nemmeno le opportunità per segnare sono mancate, ma quando di fronte hai un portiere che para l’impossibile, anche a gioco fermo, o le occasioni capitano sui piedi sbagliati, come nel caso di Iturra, è difficile fare meglio.

Perchè poi sostanzialmente la differenza è tutta qua, al di la degli errori gravissimi di Fernandes, Domizzi e Lodi che hanno ucciso la partita, i palloni consegnati ai giocatori nerazzurri si sono concretizzati, anche con alcune grandi realizzazioni, quelli capitati sui piedi bianconeri no.

E allora……

“ quando tira un po di vento, che ci si rialza un po

e la vita è un po più forte del tuo dirle : “grazie no “

quando sembra tutto fermo, la tua ruota girerà

sopra il giorno di dolore che uno ha “

Paolo ‘Il Mino’@Mondoudinese

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