Arrivederci Strama

Arrivederci Strama

Doveva essere il famoso “anno zero”, ma per l’Udinese quello appena concluso è stato piuttosto l’anno “sottozero”. Ripartire dopo la lunga gestione guidoliniana non sarebbe stato facile per nessuno. Cambiare metodo di lavoro, di preparazione, di dialogo, di idee tattiche implica tempo e pazienza, ma se i risultati non arrivano in tempi rapidi non ci sono possibilità di recupero. E’ proprio questo che è accaduto ad Andrea Stramaccioni, tecnico capace e preparato, arrivato (forse) nel momento sbagliato. Andrea+Stramaccioni+Udinese+Calcio+v+Juventus+uQEEVLrB9WOlL’allenatore ex Inter, infatti, pur riuscendo a conquistare la salvezza con oltre un mese di anticipo senza mai sfiorare le zone calde della classifica, non è riuscito però a dare continuità di prestazioni alla propria squadra, se non nei big-match. Le prove più brillanti della formazione bianconera, infatti, sono state quelle con Inter, Roma, Napoli, Juventus, Fiorentina, Milan… ma negli “scontri diretti” l’Udinese è mancata. Completamente. Questione di gioco, di mentalità, di ruoli non chiari, ma soprattutto segno che in questa delicata stagione non si è creato quel gruppo che in passato ha fatto la differenza. Probabilmente sono state gettate le basi per il futuro, ma la mancanza di risultati ha indotto la società a non concedere ulteriore fiducia a Strama. Decisione per certi condivisibile, per altri meno. Soprattutto in assenza di un vero “competitor” per la panchina bianconera. L’alternativa, Stefano Colantuono, infatti, non convince. Il curriculum del tecnico romano classe ’62 è costellato di esoneri, tra Palermo, Torino e Atalanta. Proprio a Bergamo, però, Colantuono ha vissuto gli anni migliori stabilendo anche il record di punti in serie A per la Dea. Eppure ci sono tanti punti interrogativi – non solo legati al campo di gioco – che ruotano attorno a un allenatore definito dagli addetti ai lavori come il “maestro del catenaccio“. Una filosofia tattica ben diversa da quella perpetrata dall’Udinese negli ultimi anni. Il timore più grande è di rivedere alcuni “errori” del passato. Come quando negli ultimi mesi della stagione 2000-2001 Luciano Spalletti fu chiamato a salvare l’Udinese e, dopo aver centrato l’obiettivo, non fu riconfermato, preferendogli l’inglese Roy Hodgson, esonerato poi a due settimane da Natale e sostituito da Giampiero Ventura. L’anno successivo Gianpaolo Pozzo richiamò Spalletti, che diede il là a un ciclo di grandissimi successi, culminati con l’approdo, per la prima volta nella storia del club bianconero, ai preliminari di Champions League. Normale, quindi, domandarsi se con Strama non si stia per commettere lo stesso errore… In tutti i casi, comunque, tra pochi giorni prenderà il via un nuovo “anno zero”. Incrociamo le dita… COLANTUONO: L’UOMO GIUSTO? [wpdevart_poll id=”2″ theme=”16″]

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