Avanti il prossimo…

Avanti il prossimo…

Il tecnico paga l’evidente mancanza di gioco e idee, ma Oddo saprà portare la svolta? O sarà l’ennesimo tecnico che finisce nel tritacarne?

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E anche Gigi Delneri è saltato. Negli ultimi 4 anni la media esoneri di Pozzo si sta riallineando con quella del suo corregionale Zamparini, o per rimanere in casa bianconera, si è ripresa la media che aveva Il buon Gianpaolo nei primi anni di presidenza a Udine, quelloidei saliscendi dalla serie A alla serie B, prima di trovare quella continuità di gestione oculata e produttiva che adesso pare, dopo 2 decenni, aver smarrito nuovamente.

Gigi paga le sue colpe, che ci sono. La squadra rispetto al più che sufficiente campionato scorso, ha accusato una paurosa involuzione di gioco e risultati. I giovani che erano emersi, ed erano stati pure da lui lanciati, da Jankto a Fofana per poi passare ai De Paul e ai Samir, appaiono i fratelli brocchi di quelli ammirati la scorsa stagione. La squadra non ha mai palesato un gioco convincente e continuativo. Dopo 3 mesi di campionato, e dopo aver visto la scialba (ad essere gentili) prova offerta con il Cagliarli, gara da vincere e non certo proibitiva, altro non si vede che il lancione lungo dei difensori per la sponda di Lopez per il rimorchio dei centrocampisti, con il puntero ex Barcellona incapace poi di attaccare lo spazio davanti a lui,  domenica pure disastroso davanti la porta.  Gioco dalle fasce non pervenuto, 0 idee,  imprecisioni tecniche imbarazzanti ai limiti della comicità, su tutte lo scontro tra Samir e Jankto nel primo tempo che ha favorito la ripartenza di Barella; in tale circostanza il brasiliano anzichè proseguire la corsa si è  fermato a sindacare con il ceco, rintuzzando magari vecchi dissapori tra i due messi in luce un paio di mesi fa in allenamento.

L’impiego di Balic in veste da regista non ha portato i suoi frutti poichè il giovane croato è stato bypassato continuamente dai lancioni della difesa che puntualmente regalava palla agli avversari. Su uno di questi, da parte di Samir, è nato il gol che ha deciso il match, condito pure dalla dormita colossale di Danilo e Widmer. Particolare questo che ha evidenziato quando la squadra non si fidi delle doti da regista di Balic. Si è vista una squadra spaccata in due tra chi attacca e difende. Ritmo di gioco da dopolavoro ferroviario, assenza totale di pressing collettivo e di qualsivoglia idea di gioco. Sembra brutto dirlo ma l’Udinese ammirata domenica sembrava una congrega di ragazzi che si ritrovano sul campetto e 2 minuti prima della partitella si mettono d’accordo: tu stai in difesa, tu provi a metterti terzino, io faccio il centrocampista centrale, tu prova a vedere se combini a buttarla dentro e ti piazzi in avanti, e via a giocare. Se dopo 3 mesi quello che si avverte e si percepisce è questo, è giusto salutare il tecnico.

Imbarazza poi il fatto che uno dei meno peggio sia uno dei nuovi arrivati Barak, mentre coloro che avrebbero dovuto trascinare la squadra e fare il salto di qualità, siano afflitti da una paurosa involuzione, mentre i senatori anzichè trascinare il gruppo sono i primi a farlo affondare (Danilo e Widmer).

Ora la palla passa a Oddo. A Pescara in serie B ha condotto un super campionato, condito da bel gioco, spettacolo e punti che gli hanno permesso di vincere il torneo. L’anno successivo in serie A è stato a dir poco disastroso; certo si è ritrovato senza Lapadula, il maggior finalizzatore di un gioco che in realtà non è mai mancato alla squadra abruzzese (al contrario dell’Udinese di quest’anno). Ciò che spaventa però è che in 24 gare non sia mai riuscito a vincerne una, che la fase difensiva del suo Pescara metteva i brividi, e che il giovane tecnico non sia mai stato in grado di rimodulare il gioco della sua squadra da un approccio decisamente barocco a uno più pragmatico, lasciando a casa l’estetica (mai mancata) per privilegiare la pratica. Oddo può essere anche un profilo interessante, ma lo sarebbe stato più a inizio stagione; in corsa rimane un grosso punto interrogativo. Forse l’esperienza di altri allenatori, più vicini alla società e all’ambiente avrebbe fatto più comodo. Staremo a vedere. Nel frattempo non ci resta che fare il nostro in bocca al lupo al nuovo tecnico. Il sesto in 4 anni. Come si suol dire….avanti il prossimo.

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