Buon viaggio, Udinese

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I giudizi preventivi a luglio sono profondamente sbagliati, perché sono più che altro pregiudizi. I famosi ‘4’ che Paròn Pozzo ha criticato è vero che molte volte a fine stagione si sono raddoppiati, ma è anche vero che sono il voto al mercato non ai suoi sviluppi sul campo. Insomma, l’Udinese molte volte ha scommesso e vinto su perfetti sconosciuti ai più (non agli osservatori bianconeri), ma quest’anno c’è qualcosa di diverso con cui si deve convivere. Per la prima volta il club friulano deve far fronte a regole che di certo non gli sono favorevoli: la sua fortuna è stata creata grazie alle comproprietà (abolite) e a rose molto ampie da cui selezionare via via i migliori. Oggi, a causa delle nuove norme, si deve fare un a cernita impietosa entro metà agosto, con  un taglio già evidenziato dalla lista per il pre ritiro.

Giocatori come Jaadi, uno dei giovani che avevano più impressionato l’anno scorso, per esempio, non è nemmeno in lista: ovviamente a 19 anni deve giocare con continuità, ma in altre stagioni avrebbe potuto tranquillamente cercare di mettersi in mostra a Udine, poi chissà. Oggi invece è già un sacrificato.
In compenso è saltato all’occhio il nome di Naldo, uno che non ha di certo lasciato segni (forse qualcuno negativo…), alla sua prima stagione in  Friuli. Riportato per rilanciarlo? Suvvia! Il fatto è che senza comproprietà è difficile gestire certe situazioni. I prestiti secchi non sempre piacciono, così ci si ritrova giocatori che hanno contratti lunghi e non hanno molto mercato (a differenza di uno come Jaadi, che in Lega Pro e in B piace).

Insomma le difficoltà non mancano e per questo molti tifosi sono preoccupati. Lo sono anche perché leggono nomi importanti accostati al Watford: Inler, Britos, Zappacosta gli ultimi, oltre agli acquisti già conclusi come quello di Prodl. Una ‘gelosia‘ naturale: quando un fratello vede l’altro ‘vezzeggiato’ dai genitori non capisce, reagisce. Non è giusto, ma è una reazione umana. Serve spiegare che gli Hornets devono salvarsi, perché il progetto che la holding sta portando avanti (unico al mondo) richiede quest’anno sacrifici nei loro confronti che prima non erano così evidenti. La Premier League non è come la Serie A, non perdona facilmente errori, mentre a Udine – tutto sommato – salvo cataclismi la salvezza non è così difficile da raggiungere.

Proprio per questo alcuni chiedono qualche sacrificio anche da queste parti: perché la solidità patrimoniale è fondamentale, perché la forza del club sul campo è stata consolidata in questi ultimi lustri, ma c’è anche quella ambizione naturale con cui ogni sportivo convive. Una ambizione che vede, appunto, una massima serie sempre più appiattita, dove perfino il Sassuolo punta (legittimamente) all’Europa. Per questo molti tifosi friulani chiedono di poter sognare: non grandi cose, ma consapevoli che se salvarsi non è una missione impossibile, perché non cercare di fare un piccolo passo in avanti? La risposta sta nel fatto che non c’è nessun ridimensionamento in atto, ma forse un po’ di timore nel gestire quelle regole che molti media stanno trascurando da mesi.

Ad agosto si rischia di avere una lista lunga di calciatori esodati, mentre se si sbaglia la scelta poi si rischia davvero: provate a immaginare se si inseriscono due bidoni in lista. Alla fine la lista dei 25 diventa improvvisamente di 23 (20 considerando i tre portieri) e tra infortuni e squalifiche la rosa rischia di diventare al massimo una margherita, se non peggio un crisantemo per chi sbaglia ulteriormente.

Per questo il mercato è ancora fermo: comprare senza avere prima la certezza di vendere non è contemplato. E vendere è difficile perché i compratori conoscono questa necessità e abbassano il prezzo.

Una impasse che si dovrebbe sbloccare quando in inizierà davvero a muoversi un mercato che per ora ha visto solo le ‘grandi’ davvero all’opera. Il loro scarti, del resto, sono ambiti, un Naldo è oggettivamente più difficile piazzarlo.

Infine un accenno a Colantuono: nemmeno lui sta accendendo la fantasia dei più. Molti tifosi avrebbero preferito Donadoni, ma si è scelto di puntare su un generale di ferro perché uno spogliatoio numeroso, eterogeneo e dove molti rischiano di stare a guardare da fuori è una potenziale polveriera. Non avrà un compito facile, anche perché le attese nel nuovo stadio sono tante non solo da parte dei tifosi, ma anche del club che non vuole fallire.

Si comincia a correre, dunque. E, forse, è il miglior modo per dimenticare i problemi: sul campo parlano i fatti, sul campo si capirà davvero quanto questa Udinese necessiti di rinforzi o si può puntare  su qualche cavallo di ritorno (vedi Verre). Sul campo non c’è tempo per pensare al resto: per questo buon viaggio Udinese, ne hai bisogno, quest’anno più che mai perché le difficoltà vengono più che altro da fuori e questo è difficile da gestire. (Foto Facebook)

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