Buona Italia, ma a Udine lo spettacolo è lo stadio

Buona Italia, ma a Udine lo spettacolo è lo stadio

Buona l’Italia contro un’opaca Spgana. Ma il vincitore morale rimane lo Stadio Friuli, gioiello vanto di questa terra. Vincitori anche i tifosi, che calorosi e vicini agli Azzurri che alla fine sono usciti certamente meglio della squadra di Del Basque, ma il ritmo gara non è stato di certo elevato

L’Italia onora il nuovo Stadio Friuli giocando una buona gara contro una opaca Spagna: più nella ripresa che nel primo tempo sono venuti fuori gli Azzurri, ma comunque è uscita una prestazione decisamente confortante.
Lo spettacolo è anche  fuori dal campo. Udine ha risposto presente riempendo il nuovo e splendente Stadio Friuli in ogni settore e posto. Alla fine si sono contati 25 mila spettatori che forse avrebbero meritato uno spettacolo migliore, ma per il capoluogo friulano è già un onore ricevere due nazionali cinque volte campioni del mondo assieme.

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LA PARTITA Nell’11 di Antonio Conte, non ci sono novità rispetto a quanto previsto alla vigilia. Il c.t. proverà un 3-4-3, capace di mutare in corso d’opera: davanti a Buffon, spazio all’inedito trio Darmian-Bonucci-Astori; sugli esterni, tocca a Florenzi e Giaccherini; Thiago Motta agirà in cabina di regia, mentre Eder e Candreva appoggeranno Pellè.

Casillas parte dalla panchina. Questa la sorpresa più significativa nello schieramento della Roja. Del Bosque manda in campo De Gea, protetto da Juanfran, Piqué, Sergio Ramos e Azpilicueta. Thiago Alcântara e San José sono i mediani. Mata, Fabregas e l’attesissimo Álvaro Morata dovranno innescare Aduriz.Italy v Spain - International Friendly

Meglio la squadra di Conte per il possesso palla, ma in fase conclusiva si è vista poco. Per nulla si è vista, invece, la compagine di Del Basque, lenta nella manovra e slegata tra i reparti. La Spagna non ha effettuato tiri nel corso del primo tempo: non accadeva dalla partita contro la Bielorussia (ottobre 2013) valida per le qualificazioni ai mondiali; da allora sono state 24 le partite per la Roja con almeno un tiro effettuato nei primi 45′.

Evidentemente, come detto, la testa per molti non era proprio su queste gare amichevoli. E anche nella ripresa, nonostante qualche cambio, la situazione non è cambiata di molto. Italia migliore nel fraseggio e nel possesso, Spagna che assiste da dietro con poche folate di gioco. Al 64′, forse la migliore occasione con Insigne che approfitta dello spazio trovato per vie centrali e allarga per l’accorrente Florenzi. Il diagonale di quest’ultimo viene respinto da De Gea.
Quattro minuti dopo rete di Insigne. Azione perfetta degli azzurri: palla da Bernardeschi a Giaccherini, che mette in mezzo, dove Insigne è pronto a deviare in rete in scivolata.
La gioia dura poco. Su un calcio di punizione di Fabregas, Morata riesce a deviare di testa verso la porta. Buffon respinge, ma non trattiene la sfera; su questa, si avventa Aduriz, che la scaraventa in rete. Immediato pareggio della Roja, poi di nuovo Italia in avanti, ma senza riuscire più a sbloccare la situazione.

IL FUTURO BIANCONERO Ma ora dice bene Pozzo: lo Stadio Friuli è un gioiello di cui andare fieri nel mondo, ma è finito. Ora serve riempirlo, ma non di eventi, di Udinese. Che è l’anima di questo impianto e che ultimamente è un’anima triste.  Si deve ripartire da qui: per riempire questo stadio di passione friulana. Quella che comunque non è mai venuta meno nemmeno con l’Italia in campo. Azzurri sostenuti e applauditi, per un arrivederci si spera non troppo in là nel tempo. Uno stadio come questo comunque va ostentato dall’Italia intera.

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