Caos calmo

Caos calmo

I bianconeri che senza progetti, senza identità, senza un nucleo storico di italiani che sappia cosa significa vestire questa maglia vivono in un eterno caos calmo, fatto di sorrisi finti e artefatta tranquillità.

L’Udinese è un caos, anche se tutti vorrebbero far trasparire una tranquillità impossibile da vendere. Quella che è stata la regina delle provinciali per anni è oramai un cumulo di macerie dovute al terremoto provocato dall’arrivo del Watford al centro degli interessi della famiglia Pozzo. Inutile girarci attorno e inutile fare i ben pensanti: quando si prendono di premio per un 13mo posto 110 milioni contro il milione della Serie A è chiaro che l’interesse non possa che essere in Inghilterra. Nulla di male se non ci fossero di mezzo i sentimenti dei tifosi.

Che a Udine come altrove sono oramai l’ultima ruota del carro, venduti, anzi svenduti a un marketing sfrenato, alle tv e alle loro necessità, agli sponsor. Facciamocene una ragione. E se la facciano anche gli allenatori e i direttori sportivi che passano da queste parti, svenduti pure loro alla piazza per far vedere che c’è ancora una strategia. Che a tutti (o quasi) oramai appare sempre più indecifrabile: se Iachini è stato scelto con convinzione come possono bastare sette partite per condannarlo? Con lui non si era iniziato un nuovo ciclo e un nuovo progetto fatto di giovani (?!) ?

L’Udinese è un caos è lo vedono tutti: la dirigenza si barcamena tra il Tamigi e il il Tagliamento senza però mostrarsi troppo. Chi mette la faccia sono i soliti che devono cercare di spiegare come mai non si sia pensato di avvicendare i vari Di Natale, Pinzi, Domizzi con giovani italiani da allevare e farli diventare i nuovi leader dello spogliatoio. In questa squadra più che un leader maximo ce ne sono tanti minimi, dove tutti pensano al loro benessere piuttosto che a quello collettivo. Malumori tra chi sta fuori mal gestiti da tempo, intanto la scrematura estiva che doveva portare aria nuova si è fermata dinanzi a richieste oggettivamente improponibili per il mercato. E intano sono arrivati doppioni e si sono creati altri malumori. Prendete Matos, un buon giocatore che necessita di giocare per crescere. Inutile nel 3-5-2 è stato adattato da Iachini, poi alle prime difficoltà è stato escluso e ha quasi finito per fare da traduttore a Ewandro, oggetto misterioso che rivedremo nel 2017.

Intanto terzini e giocatori di fascia decenti non ce ne sono (Samir e Widmer non possono essere considerati fenomeni, col brasiliano che neppure è un laterale e lo svizzero che è ancora troppo discontinuo). Adnan continua a giocare e molti si chiedono che santo procuratore abbia in Paradiso. Armero è sparito dai radar, Balic non ci è mai entrato. Jankto è troppo giovane, Fofana è troppo acerbo, questo è così quello colà. tutto per giustificare scelte che sembrano già prese perché avere il coraggio di portare avanti la meritocrazia non è facile.

L’Udinese di oggi è questa. Inutile soffermarci su come potrà giocare Delneri, che eredita una situazione pesante da anni. Si salvi chi può: i bianconeri ricalcano quanto visto ( o non visto l’anno scorso): il Pescara sembra aver preso il posto del Crapi, l’Empoli è la sorpresa negativa, il Crotone la predestinata. Il resto è dato dal Palermo e la Samp, esattamente come 6 mesi fa. Con i bianconeri che senza progetti, senza identità, senza un nucleo storico di italiani che sappia cosa significa vestire questa maglia vivono in un eterno caos calmo, fatto di sorrisi finti e artefatta tranquillità.

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