Confusa e felice

Confusa e felice

Confusa e felice. Carmen Consoli ha detto bene, anche se quando ha composto la sua melodia non aveva di certo in mente l’Udinese. Che esce dal ‘Friuli’ con un punto col Sassuolo e si dice contenta nonostante per almeno 60 minuti si sia visto tanto fumo e poco arrosto contro una squadra che appariva l’ombra di sé stessa.
Confusa perché Colantuono conferma una certa allergia tattica trasformata dialetticamente in duttilità. Insomma c’è poco da stare allegri. E’ mancata solo la concretezza? Cavolo, forse che sia questa la sintesi del calcio? Insomma se l’Udinese ha ottenuto un punto col Sassuolo forse c’è da ragionare se il bicchiere vada davvero visto mezzo pieno.

Se si guarda l’impegno, ovviamente, non si può dire nulla: ma qui non parliamo di ragazzini che possono accontentarsi di una pacca sulle spalle. L’impegno non significa nulla. Un barlume di gioco lo si è vesto solo dal settantesimo in poi, prima a parte qualche giocata singola,c’è stato poco. Qualcuno ha esultato perfino per i corner battuti: chissà se Blatter prima di abdicare li trasformerà in punti.Il fatto è che non si può giocare sulle invenzioni dei singoli, specie oggi che Di Natale non ne fa più. Queste possono essere coadiuvanti, come accaduto a Bologna o col Frosinone, ma non sempre senza una manovra adeguata si fa molto.

A proposito del capitano: sostituirlo ha provocato fischi che si sono sentiti bene. Colantuono replica che si dovrebbe chiedere a chi ha fischiato il perché. Forse, azzardiamo, è solo perché Totò era più fresco di Thereau e, comunque, visto il Sassuolo di oggi anche tre punte non sarebbero poi state un azzardo. Ma a Udine sembra che la filosofia imperante sia sempre ‘primo non prenderle’, e intanto la classifica dice che il Bologna si è fatto sotto e la zona rossa dista solo 3 lunghezze, anche se in mezzo ci sono altre squadre.

Andando ancora a spulciare i singoli, Adnan sta mostrando limiti tattici, ma anche tecnici. Senza spinta sulle fasce non si può ottenere molto dal 3-5-2, non è una novità. Anche Ednilson non ha di certo incantato, anche se ha fatto meglio delle ultime gare. Insomma senza due esterni completi non si va lontano, ma qui si torna all’indecisione tecnica di partire sempre e comunque con un modulo abbastanza prevedibile.

Attaccare a testa bassa senza veritcalizzazioni e senza punte veloci con il 3-5-2 non porta lontano.  Meglio con un trequartista alle spalle (Lodi ha mostrato segnali positivi anche qui), ma serve avere coraggio. La discussione sui numeri è vecchia come l’uomo (e il calcio), ma oggi serve davvero capire qual è il vestito migliore per una Udinese che anche se attacca non segna. E con un calendario che non può lasciare tranquilli e con un fattore casa che ancora non conforta, ecco che serve trovare urgentemente soluzioni che vadano al di là della frase ‘l’impegno c’è stato’.
Intanto risuona ‘confusa e felice’.

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