Così piccola e fragile

Così piccola e fragile

Così piccola e fragile, cantava Drupi. Così piccola, fragile e senza colonna vertebrale è l’Udinese di Andrea Stramaccioni. La spaventosa metamorfosi della creatura bianconera rimane difficile da spiegare. La striscia di quattro risultati utili con Torino, Atalanta, Fiorentina e Genoa aveva illuso tutti: la crisi sembrava ormai alle spalle. Invece a Parma i bianconeri sono ripiombati nel tunnel dell’anonimato e ieri con il Palermo è arrivata la temuta conferma. 12042015-B25J1622Se sul piano del gioco la squadra non ha mai veramente convinto – le prestazioni di livello ci sono state, ma non hanno rappresentato la regola finora -, sul piano del carattere, invece, l’Udinese aveva più di qualche volta entusiasmato. Basti pensare al successo strappato con i denti all’Olimpico contro la Lazio nelle prime giornate, alla rimonta al Meazza con l’Inter a dicembre, alla tenacia (non premiata) contro la Roma o ai punti preziosi conquistati con Juventus e Fiorentina. Tutti tasselli che hanno reso il campionato dei bianconeri in alcuni frangenti entusiasmante. Purtroppo, però, si è trattato di isolette in un oceano fatto di prestazioni deludenti. L’ultima è arrivata ieri pomeriggio al Friuli contro un Palermo, che ha raccolto tre punti senza nemmeno fare troppa fatica. E non è la prima volta che gli avversari passano al Friuli con tale leggerezza. Ma cosa sta succedendo? Questi alti e bassi ovviamente dipendono da più fattori: motivi tattici, condizione fisica non eccezionale di alcuni elementi, infortuni di uomini-chiave, mancanza di mentalità vincente, “distrazioni” legate al calciomercato,… questioni che non sono mancate nemmeno in passato e che oggi riaffiorano prepotentemente. Trovare la soluzione è molto complicato. Lo dimostra il fatto che il patron Gianpaolo Pozzo ha deciso di proseguire con il ritiro, decisione che rappresenta sempre una “soluzione d’emergenza”. Ma più che analizzare la situazione contingente – fortunatamente la salvezza non è a rischio, anche se il trend dell’Udinese nel 2015 è da retrocessione con soli 12 punti -, proviamo a capire come intervenire per il futuro. E tra tutti, c’è un aspetto che mi preme sottolineare: la mancanza di una vera “colonna vertebrale”, uno zoccolo duro totalmente made in Italy, capace di reggere gli urti più brutali. Avere uno spogliatoio ricco di giocatori che abbiano esperienza in serie A è sempre importante, ma diventa addirittura fondamentale quando le situazioni precipitano. Una rosa eccessivamente “esterofila” non dà, infatti, la sufficiente stabilità nei momenti critici. Non si può nemmeno nascondere che alcune cessioni effettuate “a cuor leggero” hanno avuto delle conseguenze nel tempo. Per questo motivo ricominciare a puntare su qualche talento italiano – Gabriele Angella, per fare un nome – sarebbe importante per ricominciare a lottare per posizioni di classifica più interessanti. Una stagione storta ci può anche stare, ma ciò che conta è non perseverare…

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