Diamanti grezzi e perle pregiate

Diamanti grezzi e perle pregiate

Le speranze dell’Udinese sono legate alla crescita dei suoi “talentini”. Ma non vanno trascurati i tanti giocatori di esperienza che affollano ogni reparto. Questa inattesa abbondanza sarà un limite o un punto di forza?

Melius abundare quam deficere. Partiamo da una delle massime latine più note per analizzare lo stato di salute della formazione di Giuseppe Iachini. La chiusura del mercato, come preventivato, non ha prodotto “traumi”, nè cessioni dolorose, anzi l’arrivo di Sven Kums ha acceso le fantasie dei tifosi e ha rasserenato (e non poco) l’umore del tecnico ascolano. Il termometro, dunque, registra un importante segno “+”, determinato anche dalla netta – almeno in termini di risultato – vittoria di dieci giorni fa contro l’Empoli. Ma cosa dobbiamo aspettarci ora?

Le prossime cinque gare con Milan, Chievo, Fiorentina, Sassuolo e Lazio saranno importanti per verificare gli assestamenti dal punto di vista tattico e la crescita di condizione, soprattutto degli attaccanti (vedi Duvan Zapata), oltre che il livello di inserimento delle new entry. Rodrigo De Paul ha già fatto intravvedere alcune qualità importanti così come Seko Fofana; Adalberto Peñaranda si candida per diventare uno dei giovani più interessanti della serie A, mentre Kums per molti rappresenta già una solida realtà. Ma ci sono anche i “mister x” come Felipe Ewandro e Andrija Balic, sui quali sono state spese parole di elogio da più parti, senza però ancora dimostrazioni tangibili. Riuscire a far convivere tutti questi talenti sarà il compito che nelle prossime settimane spetterà a Iachini, il quale sembra già avere le idee chiare su chi impiegare e dove. Sebbene le sperimentazioni siano appena cominciate.

In questo momento il problema può essere rappresentato forse dalla presenza nella rosa di alcuni giocatori non proprio giovanissimi che necessitano di spazio e minutaggio, rimasti all’Udinese più per volere del mercato che della società stessa. Ci riferiamo, per esempio, a Pablo Armero, Panagiotis Kone, Emil Hallfredsson e Francesco Lodi… un bagaglio di esperienza e qualità che dovrà essere gestito da Iachini in modo intelligente per evitare i soliti malumori di chi viene impiegato a singhiozzo (considerato anche che l’Udinese è impegnata in una sola competizione…). Questa scomoda abbondanza (in tutti i ruoli) dovrà essere trasformata, quindi, in punto di forza, poichè, come abbiamo sottolineato più volte, questo è un campionato che si preannuncia particolarmente competitivo nella parte destra della classifica e, dunque, eventuali disagi interni andranno scongiurati. Le ultime tre stagioni insegnano che se non raggiungi quota 40 punti entro aprile, rischi di rimanere in bilico fino all’ultima giornata. Brividi che eviteremmo volentieri di rivivere… Buon lavoro mister.

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