E’ giunto il momento di osare

E’ giunto il momento di osare

Roma-Udinese, il compendio della stagione bianconera. Nella movimentata sfida di ieri sera allo stadio Olimpico, il team di Andrea Stramaccioni ha mostrato tutte le sue sfaccettature. Orgoglio, temperamento, concretezza, ma anche ingenuità, errori individuali e amnesie difensive: un’intera stagione riassunta in 90 minuti. E adesso è giunto il momento di guardare in faccia il futuro. pozzo-plastico_1280x956Se questo, comprensibilmente, è stato l’anno zero dell’Udinese, ripartita da una nuova guida tecnica dopo un ciclo di grandi risultati (conclusosi non in maniera altrettanto brillante), il prossimo dovrà essere (o almeno è ciò che auspichiamo) quello del ritorno in corsa per prestigiosi traguardi. Nessuno si aspetta che i bianconeri in poco tempo possano già tornare a lottare per un posto in Champions League, ma è lecito attendersi qualche emozione in più rispetto questa stagione. Gli sprazzi più interessanti offerti dai friulani si sono concentrati, in termini di risultati, nel primo mese e mezzo di campionato e, per quanto concerne le prestazioni, nelle sfide con i team più blasonati (vedi Juventus, Fiorentina, Milan…) ma senza un’effettiva continuità. Segno che qualcosa non ha funzionato e che la rosa, per essere davvero competitiva, necessita di qualche innesto importante. Non si può ignorare, poi, che il prossimo campionato sarà quello dell’inaugurazione del nuovo stadio Friuli, un passo fondamentale della società che dovrà essere accompagnato da una strategia di mercato più coraggiosa. Sì, è giunto il momento di osare, di affiancare a un’attenta programmazione (il vero ossigeno dell’Udinese), qualche acquisto di peso. Anche perchè con la riduzione delle rose a 25 elementi (più gli Under 21), stabilita dal nuovo regolamento federale, i club saranno “costretti” a puntare maggiormente sulla qualità che non sulla quantità. Ogni errore commesso in estate potrebbe ripercuotersi pesantemente per tutto l’anno. Quest’anno il discorso salvezza si è aperto e chiuso velocemente con il Parma che praticamente si è “auto-eliminato”, il Cesena che ha fatto harakiri e il Cagliari che tra cambi di allenatore e tattici ha mollato a due gare dalla fine. Ma un quadro del genere è pressochè irripetibile e, dunque, ogni dettaglio andrà curato con attenzione. Ora l’Udinese può riaccendere le proprie ambizioni. Anzi deve.

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