Il calcio del duemila: ‘o famo strano?

Il calcio del duemila: ‘o famo strano?

Commenta per primo!

Recentemente ho visto cose, io che iniziavo a guardare partite che molti fra Voi non erano mica neanche in cantiere, che Voi umani non potete neanche immaginare.

No: non navi in fiamme al largo dei bastioni di Tannhäuser (citando Blade Runner).

Ho visto la Uefa premiare con una squadra in più in coppa la Federazione calcistica olandese, meritevole di avere i tifosi più corretti “negli stadi in cui li mandava in trasferta”. Poco importa se durante le gare in casa e in giro per le città insultano, feriscono, sfasciano. Non c’entra Platini, anche se provo per le roi una simpatia inesistente; c’entra una manica di parrucconi del tutto inutile. Anzi, dannosa. Ci vorrebbe una presa di coscienza, ingravescentem aetate come ragione di sparizione. Non capiterà.

Ho visto l’Inter: ad ogni partita cacciano due avversari e trovano apposito rigore per aiutarli. Sono d’accordo, operazione simpatia made in Thai. Piuttosto che altri, meglio loro.

Ho visto Higuaìn: la sua squadra milionaria si reca in trasferta a Parma, contro una formazione retrocessa nei numeri ma non nella dignità. Il pareggio e (forse) un gesto un po’ gagà di Mirante suscitano le ire del Pipita, che dà in escandescenze accompagnato da alcuni compagni, accusanti i parmigiani di eccessivo impegno. Ma, ed arrivo all’ultimo punto, chi calma il puntero di Brest, che mi piace accostare insolente ad un soverchiante film di Fassbinder?

Il signor Rocchi di Firenze.  Ma come? Il difensore del regolamento, l’inventore del rigore con palla già out (quindi non più nella disponibilità dell’offendente; pagina 135 del regolamento del calcio. Io lo conosco: e lui, e Voi, amici che lo citate?); il permalosissimo sventolatore di rossi, che caccia Domizzi per un proprio errore, che caccia (giustamente) Badu reo di escandescenze (inaccettabili, e lo dico io)? Lui, inflessibile e senza pietà, lui, “che i giocatori lo devono conoscere” (citazione di un solone da salotto televisivo di cui non conosco il nome) non solo (e lo può, lo deve fare) non caccia Higuaìn, ma lo abbraccia, lo carezza, gli dice che, sì, il Parma doveva scansarsi ma lui deve volere bene a tutti, anche a Mirante… E questo mentre l’argentino, a dieci centimetri dalla punta del suo naso, gli sputa improperi di ogni sorte? Mi attendo una sostanziosa squalifica.

Per fortuna il mio campionato è finito. Ma non lo stupore. Non ho nemmeno idea di cosa possa ancora accadere, grazie ad una congerie di cose e persone che stanno allo sport come Jeffrey Dahmer (il mostro di Milwaukee) ad un asilo nido.

Pazienza. Guardo le mie figlie, la loro innocenza a termine, e spero continuino ad interessarsi alla danza moderna, senza prendere dal padre la passionaccia per questo giuoco ormai degradato, le cui basi ormai si stanno sfaldando. E noi qui. A scrivere, parlar di questo. In fondo ha ragione chi dice che l’unica parte sana del sistema sta fuori da esso. Sinn fein. Solo noi.

Franco Canciani @MondoUdinese

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy