Il mago Otelma e Ralphsupermaxieroe

Il mago Otelma e Ralphsupermaxieroe

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Mai parlare di calcio con dei bancari, non ne capiscono niente. Anche se Sarri, un grande allenatore da anni che solo ora viene riconosciuto come tale, era un impiegato di banca e anche se Prini dell’Entella era un impiegato di banca.

Sta di fatto che danno commenti strampalati, come fossero gente del settore. E il sottoscritto non si salva di certo. Anche se quest’anno mi è venuta la sindrome del “mago Otelma”… mangio uova sode e le prendo tutte. Avevo pronosticato con amici  e colleghi che le squadre neo promosse in A avrebbero giocato bene, specie l’Empoli, avevo pronosticato una grande annata per il Genoa (altroché sorpresa), così come avevo ragione quando difendevo Stramaccioni dopo il periodo di (mini) crisi dell’Udinese.

Perché lo difendevo? perché quest’estate invece di usare le amichevoli per cercare vittorie e morale, le utilizzava come ogni allenatore dovrebbe fare e cioè per creare meccanismi. Le sconfitte che corrispondevano a tanti passaggi a centrocampo, erano allenamenti sul campo, seminare un qualcosa che si sta raccogliendo con il tempo. E’ lì che nasce quel cinismo che sta diventando caratteristica distintiva, non come fortuna, ma come progetto tecnico.

Perché sapevo che l’Udinese sarebbe rinata? perché non era mai venuta meno. Certo, contro la Fiorentina il cambio di Fernandes, azzardato a dir poco, aveva fatto perdere equilibri tattici basilari, la sconfitta in casa con il Genoa è stata frutto di disattenzioni individuali che non si sono più riproposte. Se contro il Palermo avevamo fatto vedere un buon secondo tempo, contro Chievo e Milan a fermarci sono stati evidenti errori arbitrali. Due rigori negati, un rigore contro regalato. Domenica scorsa la squadra si era svegliata nel secondo tempo proprio come questa. Se l’Udinese fosse passata in vantaggio, davvero il Milan non avrebbe subito il contraccolpo? La serie A sempre più somiglia alla serie B. La crisi delle grandi è gestionale, il boom delle piccole e medie è progettuale e tecnico. La livellatura non è più verso il basso, ma verso chi sa mettere in campo il gioco del calcio. Bellissima frase pronunciata da un cronista di Sky durante Napoli Empoli: “Sarri non fa giocare bene l’Empoli, semplicemente lo fa giocare a calcio.”

Sotto la cenere delle critiche immotivate post Chievo e Milan bruciava ancora il fuoco della competenza. Di un allenatore intelligente che ha qualche limite caratteriale, un equilibrio che arriverà con il tempo. Ma lasciatemi dire che oltre al lavoro estivo sulla squadra, va premiato il lavoro di selezione e meritocrazia sulla formazione titolare (grazie a Dio esistono atleti come Pasquale), e va premiata l’umiltà di chi capisce gli errori (escludere Fernandes) e vi pone rimedio. Perché l’Udinese manca di leader, di carattere: è come l’eroe della mia infanzia. Quel Ralphsupermaxieroe che aveva i superpoteri (i Stra-poteri) ma non il libretto di istruzioni, e così ogni tanto sbatteva contro il muro.

Cari lettori, non pensiate che l’Udinese è risorta. Analizzando le ultime partite con occhio distaccato, la squadra friulana non è mai venuta meno. Semplicemente, si abbatteva. E’ lì che il lavoro del tecnico deve continuare, con l’aiuto di Stankovic.

Intanto, il nostro personale Ralphsupermaxieroe, che ha fatto nascere il figlio in Friuli, ha fatto fare tre gol e due vittorie agli uomini che partivano dalla panchina, saggiamente messi dentro contro Cesena e Inter. Se questo non è saper allenare…

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