Il mio calcio è finito

Il mio calcio è finito

Consoliamoci con la Juventus. Fino al 6 giugno siamo in finale. E’ fuori dubbio che la Juve rappresenta un’Italia calcistica che non c’è. Ne prendiamo atto, come con pragmatismo deduciamo che il resto è noia.

Le altre squadre sopravvissute alle chances europee sono miseramente naufragate contro avversari poco più che dignitosi.

Passi per la Fiorentina, incatenata da un tre a zero in Spagna contro il Siviglia e inchiodata a Firenze da un due a zero senza appello, ma il Napoli cedendo alla Dnipro con un pari rubato dagli ucraini e una sconfitta in Ucraina, suggellano lo stato di salute del nostro calcio.

Ricordo non molti anni fa, che squadre come la Dnipro o lo Shanktar Donetz (prima squadra Ucraina) erano formate per lo più da elettricisti, metalmeccanici e carpentieri che si divertivano a giocare di calcio. Praticamente dei dilettanti. Lo spirito è lo stesso, la squadra, anzi le squadre ucraine nascono da grandi fabbriche da cui prendono il nome.

Con la globalizzazione qualcosa è cambiato , ma lo scheletro della squadra è totalmente indigeno , salvo qualche brasiliano, croato o bielorusso.

E noi portiamo in Europa solo la Juventus che perlomeno persegue una politica meno globale di tante squadre italiane. Il Napoli contro il Dnipro presentava tra le sue file solo tre italiani Maggio, Gabbiadini e Insigne, la Fiorentina neppure uno .Questo è il calcio italiano !

A sentir le voci di mercato che riguardano l’Udinese non c’è un nome italiano in entrata. Il mio calcio è finito e mi rassegno romanticamente pensando al passato.

  Lorenzo Petiziol

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