Udinese, è l’ora della svolta e del prestigio

Udinese, è l’ora della svolta e del prestigio

Dopo ‘la promessa’ ogni prestigiatore sa che dev’esserci la ‘svolta’ e il ‘prestigio’. L’Udinese è ancora al secondo passo, Colantuono deve vestire i panni del mago e tirare fuori gli assi dalla manica dalla sua squadra. Col Bologna il tempo degli alibi è finito, tutti si attendono finalmente il numeri veri

L’Udinese come un prestigiatore sta cercando di far attendere il suo pubblico prima di tirare fuori il numero da ricordare? In casa bianconera tutti lo sperano e tornano in mente le parole di Michael Caine in The Prestige quando illustra cosa significa davvero ‘prestigio’.

Ogni numero di magia è composto da 3 parti o atti. La prima parte è chiamata “La Promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino, o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, sia inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo “Il Prestigio”.

Ecco, per l’Udinese è il momento della svolta: prendere qualcosa di ordinario, come tre pari nelle ultime sei partite, facendoli diventare qualcosa di straordinario. Per riuscirci non basta solo vincere, ma come si dice in questi casi anche convincere, tirare fuori dalla manica un asso capace di far capire che davvero è cambiato qualcosa.

Colantuono deve mettere i panni di David Copperfield, fare il mago: ora ha i numeri a disposizione per farlo. Non ci sono più alibi dopo il mercato. Anche se assemblare una squadra non è mai un lavoro breve, ora è tempo di risposte: l’alchimia giusta arriverà  in mezzo dove col Bologna potrebbe esserci una nuova rivoluzione: Edenilson, Kuzmanovic, Lodi, Hallfredsson, Armero assieme, tre quinti di mediana diversi rispetto a solo tre settimane fa. Con più qualità e più quantità, e con fasce che finalmente devono dimostrare di poter interpretare questo benedetto 3-5-2. La chiave di volta di questo modulo, sono loro, inutile girarci attorno.

Ma le novità per la svolta sono anche davanti con Matos che prepotentemente cerca spazio: con lui Thereau probabilmente, anche se lo stesso Zapata potrebbe essere il numero finale.

Tutti alla ricerca di quel prestigio, di quel gol che manca. 21 reti segnate sono poche. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. 
Serve stupire, far riapparire  la concretezza perduta, un gioco dinamico e divertente, ecco il vero motivo di ricerca di questa Udinese. Le riuscirà il prestigio?

Da Bologna in poi non ci sono scusanti: o c’è la svolta e gli applausi per il prestigio, oppure si deve tornare in cantina a pensare a cosa non è funzionato sempre in attesa di quel numero che faccia cambiare qualcosa in gioco che ancora ha poco prestigio.

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