Il punto più basso della stagione

Il punto più basso della stagione

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Quando le qualità faticano tanto a emergere ci si domanda: ma ci sono davvero? L’interrogativo nasce dalla prestazione particolarmente negativa dell’Udinese ieri a Cesena. Verrebbe da dire “sconfortante”, visto il non-gioco espresso dalla formazione di Andrea Stramaccioni dinanzi a un avversario molto, molto modesto, che ha avuto il merito di approfittare della giornata storta dei friulani grazie a un guizzo di Rodriguez. 20150301_151448Trovare il colpevole o i colpevoli in questo momento non è semplice. Tutti i limiti dell’undici bianconero sono emersi al Dino Manuzzi, uno a uno, come i capitoli di un libro che nessuno vorrebbe leggere. Poche idee nel mezzo, incalcolabili i palloni persi, impalpabile il peso in attacco: per l’Udinese il ko a Cesena rappresenta senza dubbio il punto più basso della stagione. Singolarmente nessuno ha brillato – forse la lieta sorpresa è Molla Wague – mentre a livello di squadra si è vista un’anoressia di azioni davvero preoccupante. Contare tre passaggi consecutivi è stata impresa ardua. Nessuno pretende di arrivare ai 51 del Barcellona, che fa del possesso palla il suo punto di forza, ma nemmeno vedere questo susseguirsi ininterrotto di errori. Stanchezza? Distrazioni? Problemi di coesione? Spetterà a Strama individuare la malattia e curarla in tempi rapidi, visto che la classifica adesso si sta facendo davvero preoccupante. Come allarmante è stato il confronto nella gestione della gara tra Cesena e Udinese: i cambi di Di Carlo hanno prodotto tre punti, quelli di Strama hanno fruttato zero. Inutile negare che ci si aspettava di più dall’ingresso in campo di Panagiotis Kone, uno dei gioielli arrivati in estate, ma ancora non sufficientemente incisivo. Stesso discorso si potrebbe fare per Guilherme. Più che fare liste di nomi, comunque, bisogna puntare il dito sull’atteggiamento globale della formazione bianconera. Davvero troppo remissivo per un confronto diretto per la salvezza che valeva doppio e per una compagine ricca di nazionali e giocatori considerati futuri “principi del mercato”. Adesso però è giunto il momento di posare la corona e ricominciare a correre. Tutti nella stessa direzione.

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