Il rischio delle scelte

Il rischio delle scelte

A Udine, si sa, l’allenatore deve pensare solo ad allenare. Andrea Stramaccioni lo ha fatto, gettando le basi per il futuro. Facendo scelte, che nella vita costano sempre. Ha scelto, per esempio, di iniziare a pensare alla successione di Totò Di Natale, il capitano. Lo ha fatto cercando di gestire la cosa nel miglior modo possibile. Cercando di convincerlo a rimanere, ma anche affermando a più riprese che la nuova Udinese non può contare su di lui da titolare.

La decisione di cambiare timoniere si può condensare a questa scelta? Sì e no. Nel senso che il club sa bene che Totò non può essere titolare per 38 partite, ma non pensa nemmeno che vada ‘rottamato’. Così per la successione c’è tempo: magari puntando su un giovane da fargli crescere accanto da lanciare eventualmente l’anno dopo, nel 2016/17.
Per Strama, invece, l’idea sarebbe stata quella di puntare su un nome sicuro, magari uno di quelli chiesti già a gennaio, ovvero Quagliarella o Niang. E magari confermare Allan, per dare un senso a quanto seminato.
Invece le strade si stanno dividendo verso un bivio ad oggi indecifrabile: via Stramaccioni per Colantuono (curriculum da uno che non è mai retrocesso, ma ha molti esoneri alle spalle), probabile conferma di Di Natale accanto a un giovane promettente (Berardi?), e via forse anche Allan a quanto pare con direzione Torino (sponda Juve, s’intende).

La domanda che ci si fa è se l’eterna gratitudine verso Totò possa portare a scelte drastiche legate tra loro da un filo conduttore solo apparentemente invisibile.
Ma il cordone ombelicale col passato come e quando sarà rescisso definitivamente? In fondo un bravo allenatore è tale se ha bravi giocatori. Guidolin finché li ha avuti ha fatto grandissime cose, il quarto anno meno perché la squadra iniziava già ad avere crepe. Quest’anno Strama ha ereditato usi, costumi e pecche della passata gestione, sperando di portare l’Udinese verso il futuro. Qualcosa adesso si è inceppato: dire che cosa a caldo è difficile. La conferma era stata definita solo il 26 aprile, quando Pozzo apertamente aveva puntato ancora sul tecnico romano. Oggi si sta cambiando rotta: quanto abbia contato Di Natale, quanto i programmi sul mercato, quanto la valutazione sulla stagione lo si scoprirà presto.
Sperando che le scelte fatte portino frutti: scoprire nel nuovo stadio che si è sbagliato sarebbe rischioso per molti motivi.

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