Immaturi? No. Scarsi? No. E’ solo una Udinese ‘papillon’

Immaturi? No. Scarsi? No. E’ solo una Udinese ‘papillon’

Chiamare l’Udinese immatura è esagerato e non centra il problema. Che sia un’adolescente brufolosa che non ha ancora chiare le idee, forse sì, ma non è di certo la questione anagrafica a far sì che i risultati vadano come in altalena. Rendiamoci conto che col Verona (Fernandes e Widmer a parte, che però sono al secondo anno a Udine) e Guilherme, gli altri hanno già alle spalle esperienze anche internazionali, oltre che tante partite giocate a Udine. Per cui la tesi cade sul nascere, ci dispiace per chi la sostiene.

Udinese scarsa? Bhè, addire alla fortuna 21 punti è un tantino superficiale, richiama la famosa scena del biliardo di Fantozzi: “Questo è culo caro il mio c…nazzo!”, gli andava ripetendo il mega direttore. Certo  parte di quegli allenatori senza patentino o con altro tipo di tessera, che siedono in tribuna è facile sentir dire questo. Ma l’Udinese pur non avendo mostrato sempre continuità ha 21 punti, è molto più vicina la zona europea che non la B, come l’anno scorso. Forse i metodi di Strama non piacciono a qualcuno: troppe regole per ‘esterno, e a  certi friulani essere ingabbiati non piace. Pace all’anima loro. Il tecnico è vero che sbaglia a volte, ma del resto la coperta è questa. Quando trova squadra che la mettano sotto i riflettori l’Udinese si veglia, questo è certo e lo dimostrano le vittorie con Lazio, Napoli e Inter.

Piuttosto c’è da chiedersi perché giochi a intermittenza: in una gara e tra partite diverse cambia volto come una maschera a teatro. Se lo sapesse Stramaccioni avrebbe posto già rimedio, purtroppo la questione è psicologica e non solo.

Nel primo caso non è un fattore anagrafico, come detto: ci sono squadre come l’Inter che ha problemi analoghi o anche peggiori. Le paure inconsce nascono da tante cose, chi ha giocato a pallone sa cosa intendiamo. Quando prendi gol o a fine tempo o a inizio, subentra qualcosa che ti fa reagire, ma  a volte anche perdere la bussola. Paradossalmente anche segnando presto, come è capitato, ti fa venire quella mania da vittoria che paradossalmente ti fa arretrare invece che cercare di colpire ancora.

Piuttosto ci sono tre domande a cui si  deve rispondere: Fernandes merita i gradi del trequartista o meglio preferirgli Thereau? Guilherme bocciato come play, giusto: ma quali sono le alternative? Il gol del capitano è rimasto un episodio, come spesso dà l’impressione di essere. Allan e lo stesso Guilherme hanno capito in che posizione giocare? Strama ha provato a cambiare la partita, passando al 3-4-2-1 con la coppia di fantasisti Thereau-Fernandes dietro Di Natale. Mossa inevitabile quanto inutile. Sulle risposte proviamo ad azzardare anche l’ombra del mercato sempre aperto.
Allora, il portoghese non si sa perché si intristisce spesso, come un protagonista di un romanzo di Coelho. Guilherme non ha alternative e sembra che tutti lo designino come quello di maggiore qualità. Hai capito! Allan o fa la mezzala e gioca finalmente anche in avanti, oppure una vita da mediano non è da lui. Il modulo è un pretesto se mancano alcuni presupposti, come il gioco sulle fasce. Di Natale goleador è anche ovvio che sia così, per fortuna che è così: quando hai un campione lo sfrutti non lo limiti, peccato che dietro non ci sia gente capace di rendersi pericolosa almeno un quarto di quanto fa il capitano.

Che il tecnico stia poi cercando di dare una identità non solo tattica, ma anche male alla sua squadra è innegabile. Purtroppo vecchi vizietti rischiano sempre di diventare un alibi, al di là della compattezza del gruppo: finché c’è il timore che le ambizioni personali vengano prima di quelle della squadra c’è anche la paura che la risposta a tante domande sia che questa Udinese sia simile a Papillon, con molti che pensano ad evadere a giugno, piuttosto che arrivarci da vincitori. Fanno il loro, dimostrano a tratti il valore, poi si rilassano. Magari al telefono.

Moval@Mondoudinese

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