L’analisi logica della conferenza di Stramaccioni

L’analisi logica della conferenza di Stramaccioni

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Andrea Stramaccioni è chiaro: nessuno è contento di come siano andati alcuni episodi, ma come spesso sottolineato, serve comprendere che sull’ingresso dello stadio la scritta ‘lavori in corso’ non comprende solo il nuovo stadio. Zar, Spalletti, Guidolin stesso hanno necessitato di tempo per aggiustare le cose. Siamo già quasi a dicembre? Embé? Qui c’è da capire ce sono stati fatti alcuni errori di mercato (vendere Lopez prima di essere certi di avere una punta, prima di tutto), in più ci si sono messi alcuni infortuni che, forse, potevano essere gestiti meglio: non evitati, perché Muriel, per esempio è stato vittima di contrasti di gioco, ma sicuramente curati con la certezza che quando sono tornati in gruppo i giocatori fossero al 100 per cento.

Il problema di base di questa spara è che rende al meglio se sta bene: mente sana in corpo sano, da romano Strama ricorda bene gli insegnamenti dei suoi avi latini. La domanda su Badu sostituito, come fosse stato un errore ha avuto al giusta risposta: in campo deve starci chi sta meglio, se poi dietro la coperta è corta perché le alternative o non ci sono o sono troppo giovani per avere l’esperienza giusta per essere lanciati questi sono aspetti tecnici che solo il tecnico può conoscere. Da fuori le congetture sono fin troppo facili: ovvio che col senno di poi ci si può arrovellare sui se e i ma, ma guardando il tabelloni, vedere Zapata lanciato non può nemmeno significare mancanza di coraggio o stima nei confronti di un giovane. Guidolin l’avrebbe fatto? Solo che la situazione contingente è questa e sarà simile anche a Milano.

Dove i rossoneri sono bravissimi sull’uno contro uno e dove l’Udinese ha i veri problemi: nel sito dell’uomo per proporsi e nel vincere i contrasti senza paure o timori. C’è chi sostiene che certe cose si imparano di piccoli, ma il fatto che Stramaccioni lavori molto e in maniera metodica su uno schema predefinito che porti tutti a fare certi movimenti in campo è significativo. Solo che per altri non ci dovrebbe essere pazienza, tutto dovrebbe già venire in quanto noi siamo l’Udinese.

Un conto è onorare il nome, sentiti orgogliosi di quello che significa e difenderlo con il fuoco negli occhi, un conto è capire che questa squadra pian piano sta subendo quella rivoluzione già annunciata l’anno scorso quando ancora qualcuno pensava che Guidolin rimanesse.

Strana non è soddisfatto di come si stia giocando: è la risposta migliore a chi parla di bel gioco, dimenticandosi però che 18 punti in cascina ci sono. L’anno scorso si è girato a 20 a metà campionato. Insomma, bisogna unirsi, questo Strama non lo dice, ma fa capire che c’è da lavorare: dai secondi tempi dove c’è una sorta di rilassamento inconscio, fino ai duelli, passando per il miglioramento qualitativo della rosa. In attesa, magari di qualche rinforzo: in prospettiva, naturalmente.

©Mondoudinese

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