L’anno che verrà…

L’anno che verrà…

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Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.

Così cantava Lucio Dalla e la fantasia si confondeva alla speranza. Erano anni difficili quelli, lo sono anche questi. Ma cosa ci aspettiamo dall’Udinese nel 2015? Non ce ne abbia a male il ricordo del grande Lucio, ma da buoni friulani lasciamo da parte fantasiose visioni per rimanere con i piedi ben piantati per terra.

LA SOCIETA’– le aspettative sono delle migliori. Il 2015 dovrebbe essere l’anno della trasformazione del Friuli, da crisalide con pista d’atletica a farfalla funzionale e spettacolare. Pozzo senior e figlio ci hanno lavorato a lungo. In mancanza di trofei, è forse il modo più concreto di rimanere nella storia per il Paron. A dire la verità, il prima burbero e poi saggio presidente dell’Udinese è già nella storia, per i risultati conseguiti, per la serie A da più di venticinque anni consecutivi e per due sue creature. Una era l’Udinese di Zaccheroni che perse la doppia sfida contro l’Ajax e l’altra è l’Udinese di Guidolin che faceva alzare i tifosi avversari nei loro stadi quando usciva uno fra Di Natale e Sanchez. E’ raro vedere tifosi delusi da una sconfitta casalinga alzarsi in piedi ad applaudire i tuoi giocatori e il tuo gioco. Prima di quella, solo l’Udinese di Zico ci riuscì. I tifosi si aspettano anche altro: un mercato invernale che puntelli e una svolta, anche parziale, nella gestione del mercato: qualche italiano in più e meno mercenari,

GUIDA TECNICA – Giunto fra le pernacchie post-Inter, Stramaccioni si sta ritagliando un posto da protagonista. Non solo per la squadra che gli è stata concessa, ma anche per il carattere che ha dimostrato lasciando fuori la vecchia guardia e puntando su giocatori più meritevoli. Era da anni che all’Udinese non si vedeva un mercato così “maturo” (sia per le qualità che per l’età media): Piris, Karnezis, Kone e Therau sono giocatori di sicuro affidamento. Il mister romano ha anche dimostrato coraggio e bravura nel rispolverare Gejio quando ormai tutti si erano scordati di lui. Probabilmente ha influito anche la presenza di Stankovic; un uomo di campo che, per il suo glorioso passato, non deve chiedere permesso a nessuno. Il duo è affiatato, lo si vede durante le partite. Nel 2015 sarebbe bello vedere compattarsi ulteriormente questo binomio che ha provocato le scellerate partite in casa contro le due veronesi, ma anche la bellissima partita di Genova contro la Sampdoria e un lavoro sulla squadra che aveva raggiunto il suo punto massimo in Udinese Atalanta.

SQUADRA– Ecco… la squadra. Sappiamo già tutti cosa ci aspetterà nel 2015. Partenze ed arrivi come in stazione (visione molto più romantica del supermercato) e tante tante parole al vento. Pare proprio che abbia già iniziato Muriel, che non ha la diplomazia di Cavour ne la furbizia della volpe. Non è il primo e non sarà l’ultimo. Pare che vari giocatori, negli ultimi anni, spingano al muro contro muro la società friulana. Il loro desiderio? Andarsene, fuggire, scappare verso lidi più prestigiosi (dove, lo ricordiamo ancora, per prestigiosi spesso si intende remunerativi). In estate partiranno di sicuro Heurtaux e Karnezis, probabilmente Badu e Danilo. Dovremo sopportare nuovamente le solite interviste irrispettose verso  i tifosi e chi ha permesso a questi emeriti sconosciuti di diventare “campioni”? Speriamo di no. Speriamo che il nuovo anno porti sale in zucca e pepe al c…. Che i giocatori intendano che il modo giusto per fare carriera è attraverso il sudore e le prestazioni, e non piangendo e battendo i pugni per terra.

TIFOSI– l’altra metà della medaglia sono loro. E se anche con un nuovo stadio, funzionale ed accogliente, il tiepido tifo friulano non riempisse gli spalti, allora sarebbero problemi. Si legittimerebbe la famiglia Pozzo ad abbandonare l’Udinese, almeno come squadra principale. Il Friuli, dal settembre 2015 in poi, dovrebbe diventare un catino bollente, se non bollente almeno caldo. Le prime prove sono andate bene: la tribuna con l’innesto della curva pare rivivere dal suo malato torpore degli anni scorsi. Ho assistito a due partite (contro Cesena e Genoa) ed in entrambe le occasioni si gridava e tifava. Il popolo friulano non è facile ai cori e al tifo organizzato, è piuttosto anarchico. Ma se non è pensabile rivedere quello spettacolo festante che fu Udinese Genoa di Sonetti, la giornata della promozione in A, almeno rivivere il “baccano” di Udinese Sporting 3.1 con maggior frequenza (e decibel… a quello ci penserà la vicinanza al campo). Che il buon giorno si veda dal mattino?

TROFEI– Per i tifosi, per chi allo stadio ci va anche quando piove, anche quando nevica, anche quando l’Udinese è brutta da vedere o perde. Per chi tifa da una vita, per chi ci crede e per il Paron, che se lo meriterebbe alla grande! Sarebbe bello poter poggiare un trofeo nella bacheca della società… sarebbe bello davvero!

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento
vedi, vedi, vedi, vedi…

@MondoUdinese

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