Le sconfitte delle “sei” non fanno male

Le sconfitte delle “sei” non fanno male

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Già: il calcio d’agosto, diceva un noto allenatore romano, è buono come una moneta da trecento lire. Per i giovanissimi, sarebbe come dire “banconota da 15 euro”. Per cui quel che sembrava promettente a Klagenfurt potrebbe risultare deficitario a Lienz. Ma non è così. Noi siamo a luglio con le temperature del prossimo mese, quindi cambia poco.

Sono partite di preparazione, che l’Udinese ha scelto di svolgere contro squadre di pari o superiore livello; perdere non fa mai bene, l’ha detto Colantuono e lo ripeto modestamente io, ma una sconfitta contro una squadra di Erste Bundesliga non vale poi così meno di un 21-0 alla rappresentativa della ValCannuccia.

Ci sono cose che continuano a perplimermi: in difesa aspetto di vedere Pirìs ed un Wague in forma decente se non accettabile, ma soprattutto gente come Bubnijc diventare marble cat con casacche differenti. Attendo che davanti, dopo due anni di noiosa sterilità, tìmbrino con più regolarità un cartellino ormai sterilmente vuoto. Soprattutto, e lo faccio mille ed una volta, non si riesce a costruire con continuità un palleggio, un fraseggio, un arpeggio… Ecco… Arpeggio de così nun potevate giocà (citazione dottissima). Situazione non tragica, ma la palla rimbalza come colta da spiriti maligni, scorrendo impetuosa anziché fluida. Da qui nasce la difficoltà di imbeccare le punte con passaggi domesticabili dai valenti punteros bianchi e neri.

Ma ad agosto, con la preparazione che annebbia le idee ed assieme al caldo appesantisce le tornite cosce friulane, si vedono anche incoraggianti progressi e volti nuovi per il campionato: Guilherme (mio pallino da sempre), salvo le scarpette celestin solfato, parrebbe quasi un giocatore di calcio; Bruninho sembra tornato quello di un anno e mezzo fa; taccio le idee geniali del signor Di Natale, essendoci ormai abituati alle giocate a sei stelle della bandiera bianconera. Soprattutto par ben rientrato dalle ferie Silvano Widmer, e un ben arrivato all’iracheno Ali Adnan, che a dispetto dell’inusuale origine mediorientale mostra testa alta, idee chiare e piede ben educato. all’inizio un po’ morbido e spaesato dietro, man mano che il tempo passato ha usato anche la malizia per fermare gli avversari. Sembra essere un eccellente acquisto per la stagione che sta iniziando ora.

Continuerà, la preparazione, e incontri ancora impegnativi contro Panathinaikòs, Galatasaray e Konyaspor di Gabriele Torje, il Messi di Transilvania. Con tutta probabilità questi sono i giorni peggiori per i giocatori, quelli in cui i carichi si accumulano alla precedente inattività e riempiono d’acido lattico i muscoli pedatòri; d’ora in poi la parola d’ordine dovrà essere brillantezza. Intesa. Gioco.

Non sono mai stato ottimista, nemmen però uno degli oscuri nommes d’àrte che riempiono la rete interattiva vaticinando sciagure infinite a carico dei bianchi e neri. Lascio lavorare la squadra, cercando di intuire oltre le immagini, in prospettiva, se qualcosa di buono si affaccia verso l’orizzonte del campionato. A proposito, le immagini.

Ne ha già dottamente scritto Lorenzo Petiziol, mi accodo umile e ultimo: comprendo perché si sia scelto lo stadio di Big Jim per giocarvi la gara amicale di stasera; capisco che il dotto telecronista si stia preparando per una carriera importante che sinceramente gli auguro, per cui spesso tralascia la cronaca e si occupa del colore avversario (però ipse dixit: “Pascal Gross è un assist-man ma non segna quasi mai” duecento secondi dopo realizza proprio lui con un tiro da fuori); capisco i due sbandieratori senesi prestati al tifo friulano che hanno costretto a intravedere le immagini dalla parte sinistra del campo riprese dal tombino della fognatura; capisco insomma tutto, ma la qualità delle immagini offerte stasera era inferiore a quelle di Italia-Corea del 1966: il che è tutto dire. La rete-partita l’abbiamo intuita quando Scuffèt si è chinato a raccogliere la palla nel sacco. Prendiamola positivamente: anche loro stanno pagando la lunga preparazione, faranno meglio la prossima. Sono ragazzi entusiasti dell’ambiente, non giudichiamoli.

Alla prossima, dunque: un mercoledì biancoverde con il Pana, e sabato di nuovo al Worther See Stadion contro il Gala di Sneijder, Melo, Muslera, Dzemaili, Poldi Podolski, fors’anche Inler… La redazione prepari armi e bagagli: probabile una nuova missione carinziana.

Franco Canciani @MondoUdinese

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