Le solite note

Le solite note

La coperta rimane sempre quella. La copri da una parte e la scopri dall’altra con gente già contenta e altri che appaiono doppioni.Insomma le solite note già ascoltate di una canzone che oramai ha stancato tutti.

A Udine la musica non cambia. La squadra va male da cinque anni cinque e a pagare sono loro, i tecnici. Ovviamente la tirata d’orecchi ai giocatori arriva con il solito ritiro in stile new age, ovvero in città, comodamente attaccati ai cellulari e alle playstation. Il resto del giorno si lavora.

Da oggi con Massimo Oddo, gran giocatore (specie con Lazio e Milan), Campione del mondo, ma che da allenatore in A con un Pescara pur non del tutto scarso sulla carta è retrocesso con la pecca di aver preso troppi gol, nonostante un gioco spesso ben architettato.

Un salto nel buio ha detto Massimo Giacomini: “Un teatrino di quarta categoria. Brutta roba. Penso che purtroppo avremo poche chance di salvarci. Non è che Oddo non mi piaccia, guardo ai risultati che ha fatto. In questa squadra ci sono furboni mai visti: lui che esperienza ha? Perchè prendere uno che ha un anno e mezzo di esperienza al posto di uno che ha l’esperienza di Delneri?”.

Molti tifosi sembrano d’accordo con lui, perché in questa canzone stonata le note che steccano sono anche  altre. Chi sceglie i giocatori? Possibile che ogni anno si  debba imitare Zamparini nel suo tritacarne perché la colpa è sempre  e comunque degli altri? Possibile che non si ammetta che oramai l’Udinese che faceva scuola è stata imitata e superata da tante (troppe squadre) e a lei rimango anche gli scarti. Possibile che non si faccia chiarezza una volta per tutte sul Watford e su chi è la privilegiata? La risposta sembrano avercela tutti, ma il club si trincera sempre sotto l’aspetto dell’opportunità. Uno dei pochi tornati, però, Angella, è finito praticamente nel dimenticatoio se non per poche occasioni concessegli, l’ultima domenica dove la ruggine e la complicità dei compagni ha regalato il gol al Cagliari.

Regali: anche queste sono solite note. L’Udinese è tra le tre squadre che in questo lustro hanno preso più gol tra quelle in A di sempre. Un qualcosa vorrà dire. E  qualcosa vorrà dire che alla successione di Di Natale non si è mai posto rimedio, quest’anno andando a pescare addirrittura un Maxi che al di là dell’impegno ha regalato solo due reti finora. Lasagna fuori dai radar, Perica discontinuo, De Paul come sempre tanta tecnica da fantasista, ma poca sostanza sotto rete. Insomma senza le reti davanti c’è poca possibilità di una salvezza tranquilla. Oddo o non Oddo.

Ma la coperta rimane sempre quella. La copri da una parte e la scopri dall’altra con gente già contenta e altri che appaiono doppioni. Insomma le solite note già ascoltate di una canzone che oramai ha stancato tutti.

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