L’ipocrisia e i concetti ineccepibili

L’ipocrisia e i concetti ineccepibili

Aldo Busi in tempi non sospetti ha scritto che ‘l’ipocrisia è la peste antiecologica di questo secolo’. Mai cosa è stata  più vera! Basta guardarsi attorno: molti sapientoni bianconeri appena vedono sconfitta l’Udinese gli brillano gli occhi (e anche le orecchie): quando mai  altrimenti possono scatenarsi in analisi approfondite e tecnicamente ineccepibili, condite dai soliti rimpianti per Maran & C? Peccato che appena vedono i loro ‘beniamini’ di persona sono tutti sorrisi e applausi. O sono ipocriti oppure mancano di coraggio di dire in faccia i loro lungimiranti pensieri.
Che continuano  a non tenere conto di alcune cose. 1) Strama, piaccia o meno, fin da luglio ha avuto l’appoggio della società. Entrambi consapevoli che quest’anno non avrebbe dato grandi soddisfazioni, ma che sarebbe servito solo a seminare, a ripartire dopo un ciclo di quattro anni. 2) La rosa è stata fin troppo ‘spremuta’: le alternative sono spesso mancate, l’anagrafe e gli acciacchi non hanno aiutato qualcuno, davanti il solo Totò ha mantenuto le attese. 3) Tutti in casa bianconera sono consapevoli che Allan è un giocatore che è difficilmente sostituibile, per questo a meno di clamorose offerte non lo si vuole vendere. Il  giocatore (come tutto lo spogliatoio) ha stretto un legame speciale col tecnico, rimanere non sarebbe un sacrificio, ma ovviamente si attende anche le mosse del club per capire quanto vorrà alzare l’asticella. 4) Quest’anno si è vista un’acredine a volte davvero incomprensibile nei confronti della squadra e del tecnico: il tutto ha creato una tempesta fuori che si è riversata anche sulla squadra. Gli equilibri nel calcio sono fragili, forse chi gioca lo sa: un battito di ali di una farfalla in Cina può provocare una tempesta in America. La sintesi del concetto è questa, ma c’è qualcuno che o parla come se fosse il ct della nazionale oppure afferma vezzoso ‘abbiamo vinto’, ma anche ‘hanno perso’. Un po’ facile come pensiero. 5) Molti sapientoni confondono obiettività con censura, analisi complessiva con pochezza di argomenti. Del resto tornare sui propri passi è sempre più difficile che perseverare.

L’Udinese è un patrimonio di tutti, questo sì e ognuno è libero di dire la sua: ma non si dimentichi i problemi avuti quest’anno prima di scagliare pietre ad ogni sconfitta. Si ricordi che almeno otto punti sono stati ‘scippati’ da una serie di sfortunati eventi. Mai (m-a-i) quest’anno si è rischiato di retrocedere, a differenza anche solo dell’anno scorso quando Guidolin si è giocato tutto (anche la panchina) a Bologna. Certo è facile dire che quando si vince col Milan è per demerito altrui e quando si perde con la Samp è tutta colpa dell’Udinese. Sono concetti ineccepibili.

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