L’occhio di falco ci ha visto giusto e la moviola (migliore) di Pozzo non è passata

L’occhio di falco ci ha visto giusto e la moviola (migliore) di Pozzo non è passata

La grande novità del campionato 2015/16, oltre alle rose a 25 squadre, sarà l’avvento dell’occhio di falco. Che in Italia chiamano all’inglese con il nomignolo di ‘Eye line technology’. Non spaventatevi, non c’è una svolta particolare nel pallone.
COS’E’
L’Hawk-Eye («occhio di falco» in inglese) è un sistema di moviola utilizzato comunemente nel tennis, cricket ed altri sport. Consiste nella riproduzione della traiettoria della palla e del percorso che ha statisticamente seguito. È stato sviluppato dagli ingegneri del Roke Manor Research Limited di Romsey, in Inghilterra, nel 2001 e successivamente è stata creata l’apposita compagnia, Hawk-Eye Innovations Ltd., grazie alla fusione con la compagnia televisiva Sunset + Vine, comprata nel 2001 da Sony.[3][4] Dal 2012 il sistema Hawk-Eye è stato accettato anche dalle federazioni calcisticheIFAB e FIFA.
La tecnologia arriva, quindi, sui campi di calcio italiani. Per evitare casi di gol fantasma la Lega Serie A ha deciso di adottare il cosiddetto ‘occhio di falco’, che ha debuttato nella finale di coppa Italia fra Juventus e Lazio
“Abbiamo confermato l’accordo per l’introduzione anche nel calcio italiano della tecnologia legata al gol-non gol che sarà operativa dalla finale di Tim Cup – ha detto a suo tempo il presidente di Lega, Beretta –  Utilizzeremo il cosiddetto ‘Occhio di falco’, dell’azienda Hawk Eye, lo stesso utilizzato dalla Premier League e dalla Bundesliga e, a partire dal prossimo campionato, anche da noi. E’ un sistema che si basa sul posizionamento di telecamere sulla porta”.

In un magazzino dello stadio Friuli, a Udine, intanto è malinconicamente rinchiuso un gioiello tecnologico, un modernissimo impianto che grazie a computer e telecamere è in grado di fornire in tempo reale un giudizio infallibile su fuorigioco e gol-fantasma.

L’Ifab  ha però bocciato l’uso della tecnologia in campo, assumendo la stessa posizione della Fifa, che si è sempre detta contraria all’introduzione della moviola sul terreno di gioco. A quel punto l’Udinese si è arresa. In compenso è arrivato su tutti i campi questo occhio di falco. Dispendioso economicamente (la realizzazione si aggira intorno ai 180 mila euro per ogni stadio), ma un guadagno per chi produce questo sistema.
La tecnologia, infatti, è prodotta dalla Sony, che l’ha acquistata 4 anni fa per circa 32 milioni di dollari.Mica brioche. La Sony, partner già della FIFA, ha quindi fatto gol.
Alla faccia dell’Udinese e della sua idea. Migliore secondo molti, in quanto composta di quattro telecamere posizionate sulle rispettive linee di porta, in posizione esterna al campo di gioco. Queste registrano 200 immagini al secondo e, in tempo reale, le visionano e le sezionano inviando dopo due secondi un impulso all’arbitro e agli assistenti che così sono in grado – senza visionare alcunchè – di decidere. «Praticamente senza errore perchè il sistema legge esattamente quello che accade quando il pallone entra nel campo visivo delle telecamere», spiegavano a suo tempo Pozzo e il CNR (centro nazionale delle ricerche).
Invece si è scelta la Sony e l’occhio di falco. Che costa, e che non risolve il problema del fuorigioco. I gol fantasma, in fondo, quanti sono ogni anno? Una manciata, certo da risolvere, ma non decisivi come la quantità industriale di fuorigioco sbagliati.

Il sistema attuato, inoltre, mantiene un margine d’errore di 1,5 cm: basso, bassissimo, ma comunque esistente. Ma almeno, guardiamola dal lato giusto, spariranno gli inutili arbitri di porta.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy