L’Udinese e la borghesia nel campionato

L’Udinese e la borghesia nel campionato

Commenta per primo!

La Lazio per l’Udinese, domenica alla solita, insolita location delle diciotto, ché disputare una gara alle 15.00 sembra ormai un miraggio.

Di fronte una formazione che non mi sta simpatica, né antipatica; direi neutra. Di certo pensavo, l’anno passato, e penso oggi che goda di una certa sopravvalutazione, accompagnata in ciò dalla pochezza che lo scorso campionato le consentì di accedere ai preliminari.

Anch’io noto delle affinità, non certo elettive, fra la Lazietta di quest’anno e l’Udinese che per tre anni di fila riuscì a farsi sbatter fuori dai preliminari europei: campagne acquisti decisamente povere, mancanza di consolido e rinforzi nei reparti più claudicanti, scommessa su probabili talenti, alla luce dei fatti speranze e poco più. E così, quest’anno, i biancocelesti si sono trovati di fronte un’avversaria non di certo insormontabile, che per chi sostiene l’Udinese fa rima con Margiotta, e ne sono usciti distrutti.

Altra piccola grande ma discutibilissima decisione, la scelta di riassumere il signor Mauri. Uno che se l’è sfangata dall’accusa di aver partecipato al taroccamento di alcune gare grazie ad un cavillo giuridico (Italia, paese generoso e meraviglioso) e perciò riabbracciato a Formello come un vincente figliol prodigo, ché ciò che Ilievski ha dichiarato per altri sia decisivo, non per il già capitano delle aquile romane.

La Lazio l’anno passato ha trascorso alcuni mesi meravigliosi, corrispondenti all’unica fiammata di Felìpe Anderson (impalpabile prima e dopo); ha vivacchiato a fine campionato, godendo di alcuni favorucci arbitrali (come tutti), come il rigorino-ino-ino di Udine o la rete irregolare di Genova-sponda Sampdoria, alla fine però meritando la qualificazione a scapito di delusioni reali come il Napoli del sopravvalutatissimo Benìtez.

E sopravvalutato ho sempre considerato Pioli. Buon tecnico, bravissima persona, decisamente non all’altezza di gente come Allegri, Miha, Montella e Di Francesco. Buono a Parma, in evidente difficoltà a Roma quando i giocatori chiave non rendono per quello che dovrebbero. Anderson, uno a caso, appare manifestamente in confusione, non capendo come mai le “sue” giocate non gli riescano. Compito del mister comprenderlo, aiutarlo, correggerlo.

L’Udinese deve approfittarne; trarre vantaggio della rottura prolungata della seconda squadra di Roma, giocando con attenzione come a Torino. I laziali saranno animali feriti dalle sette pappine prese da Bayer e (!) Chievo, ma anche all’esordio il Bologna aveva rischiato di far risultato all’Olimpico. Conterà l’equilibrio, strumento che pare ritornato all’ombra dell’arco del Friuli dopo anni d’assenza. Conterà l’opposizione difensiva delle due fasce bianchenere alle folate domestiche, specie nei primi venti minuti. Al centro dell’attacco il mestierante Matri, uno che l’anno passato fece nere le strisce bianche nella sua breve parentesi genoana, e vedrei bene su di lui Danìlo e Felìpe che lo conoscono senza dubbio e lo possono contenere. Iturra avrà in Biglia un cliente difficile ancorché deluso dalla mancata partenza ad agosto, lo attendeva lo United.

Davanti giostreranno all’inizio probabilmente Totò Di Natale e Peppino Théréau (se sta bene); non si fermino a chiedere a Braafheid o Mauricio “nù vulevàn savuàr l’indiriss”, ma puntino direttamente la porta domestica per violarla come Cirillo fece l’anno passato.

E’ un campionato strano, e ci sono tutte le possibilità per ridiventarne vessilliferi di borghesia, reale e non presunta. Tramontate le sette sorelle, e mi piacerebbe ripubblicare un pezzo che scrissi quando il Parma ancora sembrava poterla sfangare, ma per ragioni diverse non fu messo online (altri tempi, altro progetto); rimangono un paio di squadre sopra le altre, tre o quattro a lottare per l’ultimo posto-Champions e sotto queste una serie di formazioni decisamente equilibrate, pronte a darsi lotta per un posto al sole. Se l’Udinese sarà brava e fortunata, finalmente potrà cambiare di lato passando a quello di sinistra; altrimenti anonimato, terzo anno di fila.

E domenica deve ri-iniziare a collezionare risultati e accrescere l’autostima; dimostrare a sé stessa, ai tifosi ed a noi che cantiamo di sport e in particolare di calcio, che le avvisaglie viste in pre-campionato e quanto visto nelle prime due giornate è stato solo l’inizio di una storia nuova.

Anche in assenza del guerriero Pinzi, prima partita senza di lui dopo anni ed anni di felice connubio. Lodevole l’iniziativa di AUC ed Ultras che hanno fatto produrre un numero limitato di magliette celebrative ritraenti il famoso fallo di Liverpool, vero simbolo del rapporto fra il sessantasei romano e i colori bianconeri. La mia, taglia media, è stata già prenotata. perché il mio calcio non passa per le televisioni a pagamento.

Franco Canciani @MondoUdinese

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy