L’Udinese e le altre: il pagellone finale

L’Udinese e le altre: il pagellone finale

Si è chiusa la seconda giornata di campionato, ora la sosta servirà a riprendere fiato dopo la lunga preparazione estiva che le venti squadre hanno affrontato e a ricaricare le batterie.
Ma ,soprattutto, si è chiuso il mercato, lunghissimo anch’esso, che ha dato speranze a molti, rammarichi ad altri. Ecco il pagellone della massima serie, in rigoroso ordine alfabetico.

ATALANTA 6 – Una squadra come al solito solida, tosta, che bada al sodo anche sul mercato. Innesti non di grido, ma di spessore. Paletta in cerca di riscatto, Kurtic, la scommessa De Roon i nomi sui cui puntare.
BOLOGNA 6 – Come tutte le neopromosse dovrà pensare a salvarsi soprattutto, ma ha investito molto prendendo giocatori di categoria: Mattia Destro, il friulano Crisetig serviranno a portare esperienza. L’impressione è che sia carente ancora in difesa.
CARPI 5 – La favola della Serie A ha speso molto, attingendo a piene mani anche in casa Udinese. Ma appare ancora fragile al cospetto della grandi e più esperte della massima categoria. In ogni reparto dà l’impressione di non avere la giusta dose di esperienza e qualità necessarie ad affrontare il campionato. Borriello la punta di diamante.
CHIEVO 6.5 – Campedelli, come al solito, bada al sodo: squadra più che attrezzata per salvarsi, con Maran che è un sicurezza in panchina. Paloschi potrebbe esplodere definitivamente, e a quel punto si potrebbe sognare (otto voce) qualcosa di più. Pepe potrebbe rilanciarsi dopo gli infortuni regalando ulteriore verve a un attacco frizzante. Pinzi è solidità.
EMPOLI 5.5 – Perso Sarri, si è ricominciato con un nuovo ciclo: l’inizio di campionato ha dato risposte confortanti sul piano del gioco, meno su quello delle individualità. Ma in Toscana non si preoccupano dei nomi, convinti che il lavoro paghi. (Quasi) sempre.
FIORENTINA 7 – Paulo Sousa è preparato, ha carisma e anche quello charme che in viola fa sempre breccia. Fuori alcuni nomi importanti, si punta sul collettivo. E senza tanti clamori si guarda in alto, magari non da subito, ma in due tre stagioni sì.
FROSINONE 4.5 – Squadra simpatia, ma è come per le persone: quelle che fanno sorridere non sono quasi mai belle. Incompleta sotto tutti i punti di vista, dall’esperienza, alla qualità. Verde è, però, un giovane da tenere d’occhio.
GENOA 6 – Dopo la beffa europea si è ripartiti senza clamori: il gruppo è solido, ma solido è soprattutto Gasperini, uno che sotto la Lanterna ha sempre dato luce alle sue idee.
INTER 8 – Signori e signore, ma soprattutto Signora (Vecchia): la vera antagonista per lo scudetto è qui. Mancini ha a disposizione tante individualità di spicco e conosce bene come far fruttarli a Milano. Murillo l’acquisto che a Udine ancora rimpiangono, essendo stato preso dai Pozzo per il Granada.

JUVE 7 – L’inizio da incubo non tragga in inganno, certamente lotterà per il vertice. Se non quello assoluto, almeno tra le prime quattro entrerà, salvo cataclismi. Perdere però Vidal, tevez e Pirlo non è poca cosa, sono cessioni da metabolizzare con il tempo, insieme alla crescita di alcuni giovani.

LAZIO 5 – Lotito e Tare giocano al ribasso, si prendono sonore fischiate e la squadra sta in mezzo ai due litiganti (proprietà e tifosi). A Roma tira una brutta aria e Pioli non potrà fare sempre miracoli raddoppiando pani e pesci. Che stanno finendo.
MILAN 6.5 – Mihajilovic è un po’ come Bud Spencer, ma più cattivo: un bulldozer in panchina. Ma a Milano non comanda indisturbato come a Genova. E gli equilibri se si rompono sono guai… Sulla carta, come sempre, ha un grande potenziale offensivo (Bacca ottimo innesto), ma ha le solite problematiche dietro.

NAPOLI 6 – Nessuna follia, l gaffe Soriano. De Laurentiis ha sposato la linea proletaria firmata Maurizio Sarri, già uscito tra i fischi alla seconda giornata. Se resisterà potrebbe anche plasmare la squadra con meno individualità di spicco e più sostanza. Valdifiori e Allan le perle dal mercato, Higuain una furia davanti. Ma serve tempo…Ce ne sarà?

PALERMO 6.5 – Meno nomi (Dybala), più compattezza. Zamparini si allinea con i sui colleghi presidenti e intraprende la strada già percorsa dall’Udinese da tempo: sconosciuti da lanciare. E l’impressione è che Gerolin, neo ds rosanero, abbia portato l’esperienza friulana in Sicilia. Scommettiamo su questa squadra come outsider.

ROMA 7.5 – Tante spese (anche folli), tanti arrivi (specie in avanti), ma dietro appare ancora incompleta, specie dopo che ha lasciato andare il miglior italiano in circolazione (Romagnoli): tra stelle e strisce e sogni, serve che Garcia tolga lo champagne di mano a molti e trasmetta anche sobrietà. Se ci riesce è una squadra da titolo.

SAMPDORIA 6.5 – Barreto, Sansone, De Silvestri sono ottimi acquisti, ma ci sono state anche partenze importanti, prima fra tutte il tecnico. E mentre Ferrero fa i suoi show, la squadra deve ancora trovare una sua fisionomia. La doccia fredda in Europa League sembra aver dato, però, consapevolezza di pregi e difetti a Zenga.

SASSUOLO 7 – Preparazione, soldi, entusiasmo, cura dei vivai italiani: il mix è esplosivo. Di Francesco è un abile alchimista che potrebbe far diventare quello che anni fa era solo piombo in oro luccicante. Se avete 10 euro da buttare, spendeteli per questa squadra: può ambire a posizioni nobili se non perde la testa.
TORINO 7– Ventura oramai conosce l’ambiente granata come le sue tasche. E Cairo ha compreso che serve investire (e bene) per avere risultati. Squadra consolidata negli anni, con innesti come Belotti, Zappacosta, Benassi ovvero la meglio gioventù tricolore che si affianca a Quaglaurella & C.

UDINESE 6 – Pozzo ha puntato sulle rivincite, anche personali. Ma tra stranieri, nomi che cambiano e bandiere ammainate (Pinzi), il generale Colantuono ha davanti un grande lavoro per dare una fisionomia certa ai bianconeri. La chiave è il centrocampo: gireranno Guilherme & C?

VERONA 6 – Toni e Pazzini se continuano a segnare sono la certezza di un Verona che, come al solito, non fa proclami ma ha chiaro quel che vuole. Da verificare in mezzo al campo, dove sembra non avere grossa qualità.

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