Maledetto fu quel rigore…

Maledetto fu quel rigore…

Di parentesi su questa anonima stagione ne potremmo aprire molte: dalle prestazioni disarmanti contro squadre di livello decisamente inferiore, all’ambiguità di ruolo di alcuni elementi, alla sterilità dell’attacco, alle amnesie difensive comparse nei momenti meno opportuni, all’assenza di fantasia nel mezzo… Ma per una volta vorrei fare “fantacalcio“, non inteso come una mitragliata di nomi per il mercato, bensì come “sliding doors”. Ora mi spiego meglio. 24052015-ISG_6826Se riavvolgiamo il nastro del campionato dell’Udinese, prima di incepparci sui mesi bui, segnati da inattesi ko – soprattutto casalinghi -, possiamo sorridere guardando l’avvio di stagione. Pronti, via e dopo il successo in Coppa Italia con la Ternana – con tanto di poker firmato da Antonio Di Natale -, l’Udinese strappò tre punti al Friuli contro l’Empoli di Maurizio Sarri. Dopo la sosta per la Nazionale, arrivò il ko con la Juventus allo Stadium, a cui seguì un trittico memorabile: vittoria casalinga con il Napoli (rete di Danilo), colpaccio all’Olimpico contro la Lazio (prima rete di Thereau in bianconero) e rotondo successo con il Parma al Friuli (4-2). Tutto lasciava presupporre una stagione di grandi soddisfazioni, con i bianconeri proiettati in poche giornate nelle zone nobili della classifica. Ma il “treno dei desideri” si è fermato… all’improvviso, a un giro di lancette dal triplice fischio di Mariani. Già, difficile scordare il fischietto romano, colpevole di aver concesso un rigore inesistente al Cesena per fallo di Widmer su Rodriguez a tempo scaduto. Dal possibile secondo posto – la Roma quel weekend si era fermata a Torino -, l’Udinese scivolò al quarto, ma soprattutto entrò in una spirale di negatività dalla quale non è più uscita. Come sarebbe andata a finire se i bianconeri avessero inanellato il quarto successo consecutivo? E’ una domanda che mi sono posta spesso. Perché vincere aiuta a vincere, l’ha insegnato quest’anno la Sampdoria che, favorita da un calendario “amico” a inizio stagione, ha raccolto molti più punti di quanto era lecito attendersi. Dopo il “fatal” Cesena, invece, l’Udinese incappò nella sconfitta a Torino (con i granata), salvo poi riprendersi con l’Atalanta (2-0) al Friuli. E per diversi mesi quello rimase l’ultimo successo interno. Il “cerchio” aperto con il Cesena, di fatto non si è mai chiuso. Nemmeno domenica scorsa, quando i bianconeri avevano l’opportunità di salutare i propri tifosi con una vittoria. Niente da fare, a festeggiare è stato il Sassuolo, protagonista di una stagione più che positiva.  Quest’anno è andata così, poche soddisfazioni e tanti rimpianti. Ora ci attende la “gita” a Cagliari e poi riflessioni, enormi, infinite riflessioni sugli errori commessi, da non ripetere. Dopo due stagioni a vuoto, è giunto il momento di ripartire.

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