Nightmare before Sassuolo

Nightmare before Sassuolo

Notte della vigilia per i giocatori di Gigi Delneri che domani affrontano gli emiliani in una partita fondamentale per il proseguo del cammino bianconero

di Redazione

Cala la notte sul ritiro bianconero nel giorno della vigilia al match chiave contro il Sassuolo. In camera luci spente, il sonno alla fine prevale. Sulla tensione, sulla vergogna di una sconfitta da film dell’orrore. Le scorie si fan sentire, invadono corpo e mente. C’è fatica per l’incontro a distanza ravvicinata, amarezza per le sconfitte che già pesano sul groppone. Buio, scorre il tempo, emergono dal mondo onirico le suggestioni più spaventose, scenari dell’indomani dagli esiti calamitosi. Chi sogna altri gol presi, sei o sette come domenica: il tridente dei neroverdi indossa maschere di Khedira. Qualcuno è sotto una pioggia di indicazioni in lingua straniera, idioma parlato da molti in un Paese che è patria per pochi. Fantasmi di un’ulteriore trasferta senza bottino, visioni su quanto accadrebbe in caso di ottavo stop stagionale. In molti di questi incubi, in particolare, la prima vittima è Gigi Delneri. Alle sue spalle volti sfocati di allenatori privi di squadra, mentre i tifosi paion divisi fra dubbi e compiacimento. Lo spettro della B irrompe a far sua la scena, spalancando ventidue fauci sul club or privo di guida. La minaccia è palpabile, la gente arrabbiata, e accusa chi è ai piani alti di trascinare la squadra a fondo. Inni si levano a “san” Francesco di Castelfranco, nella speranza che la panchina venga affidata alle sue cure. Sue, o di chiunque altro in grado di risollevare le attuali sorti dei friulani in campionato.

Per altri l’incubo, al contrario, si manifesta con la vittoria. I bianconeri escono dal Mapei Stadium con i tre punti chiusi in saccoccia portando così la posizione di ognuno, allenatore compreso, a ritrovare stabilità… nell’attesa dei prossimi tonfi. Si pensi a quanto successo, infatti, dopo il 4-0 sulla Sampdoria: squadra e gioco ritrovati, la panchina di mister Gigi salda almeno per due partite. Ora però quest’ultima è tornata a traballare, forse come non mai da quando il tecnico di Aquileia la occupa. Uscire da Reggio Emilia con uno o tre punti, dunque, rischierebbe di trasformarsi nel canto del cigno di una formazione che, ahinoi, sembra aver perso la sua voglia di “sgarfare”. A che pro rimandare, allora, quanto sancito con grande chiarezza in ben sette di queste prime gare della stagione?

Cambiare o meno uomo in panchina? Non sta a noi interpretare gli incubi di un calciatore. Indubbio è però il fatto che, se la rotta non verrà in qualche modo invertita, le ambizioni di rinascita prospettate la scorsa estate finiranno per rimanere dei semplici sogni inespressi. Ancora una volta. Sveglia.

Simone Narduzzi

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