Non entro nella storia… (Di L.Petiziol)

Non entro nella storia… (Di L.Petiziol)

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Entra nella Storia”. No grazie io in questa storia non ci voglio entrare. Me ne sto fuori a tifare sempre Udinese, ma se la storia prevede di avere il pelo sullo stomaco, mi dissocio e mi raso. L’uscita di Gianpiero Pinzi non l’ho digerita, e non perché GPP ci avrebbe portato in Europa e fatto vincere qualcosa, ma perché era un ragazzo dei nostri, italiano, legato al Friuli e in grado di coniugare il suo ruolo di giocatore con quello del tifoso leale capace unire squadra, ambiente e Società senza tante virgole. Finalmente questo stupido mercato è finito. Il Signor Tavecchio riposi, non proprio in pace, ma riposi, e si chieda se può essere una cosa logica cominciare il campionato e lasciare aperto il mercato per altre due settimane. Visto che c’era la sosta della Nazionale poteva continuare fino al 7 settembre. Ad occhio e croce l’Udinese chiude la fase di compravendite con un utile di circa 40 milioni di euro e spero anche di più, ma questo non ci deve interessare , in fondo ci hanno regalato uno stadio che è un bijoux e questo capolavoro gli va ascritto con pieno merito. Ma quando Pozzo esterna il suo sfogone ( in riferimento al nome dello Stadio ) sostenendo che da tempo ha lasciato ai figli la conduzione della società, la cosa mi rattrista, indipendentemente dal fatto che Gino sia un grande manager e profondo conoscitore di calcio. Che il calcio sia bussines lo sanno tutti, ma ne è anche la rovina. Giampiero+Pinzi+FC+Internazionale+Milano+v+FyPhYq_Ax31lPer me il calcio è ancora passione , sentimento, legame con i valori della propria terra, simpatia e amicizia con i protagonisti che diventano esempi di lotta , di battaglie a volte vinte a volte perse, ma loro sono il vero legame con questo mondo. Certo che i giocatori vanno e vengono, ma ci sono alcuni che potrebbero restare per dare continuità a questi valori e sopratutti in una squadra come l’Udinese che in Pinzi aveva issato una bandiera. Neppure un presentat-arm per salutarlo. Vai al Chievo punto e basta. Perdiamo un ragazzo sano che ha lottato per un paio di lustri con la maglia bianconera lasciando sul campo sudore e lacrime dando esempio di attaccamento alla maglia, lui romano di fede laziale, si è friulanizzato col suo ardore e la sua passione per la causa. Lo spogliatoio perde un riferimento fondamentale perché Pinzi era uno che non scambiava mai il pane con il vino. Ora di italiani sono rimasti in quattro ,Di Natale Pasquale, Meret e Domizzi . Non sono razzista, ma pensare che domenica contro il Palermo, cambi compresi, di giocatori italiani in campo ce ne è stato solo uno, alla fine. Totò Di Natale. Non mi preoccupo se il mercato si è concluso senza l’arrivo di Carmona e con l’acquisto di Ibarbo per il Watford, mi duole il cuore al pensiero che Gianpiero se ne sia andato. Provi a chiedersi la società perché gli abbonamenti sono diminuiti nonostante il Super Stadio ? Per la crisi ? Anche !  O forse perché questa Società non ha un’anima e lesina sentimenti verso i tifosi ? I tifosi non vogliono incidere sulle scelte societarie, sia chiaro, ma pretendono rispetto sulle piccole cose, e in fondo la cessione di Pinzi era una di queste. Lui, che avevo da sempre considerato il figlio della Signora Fletcher, per i tanti gialli accumulati con la nostra maglia, per impeto, a volte per dare segnali di lotta ai più giovani, a volte per turbolenze arbitrali. Tanti, tanti gialli più che in un campo di girasoli. Ciao Giampiero Pinzi … grazie di cuore per ciò che hai fatto per la nostra Udinese. Mi rammarico anche perché qualche spicciolo di gara sul nuovo Stadio l’avresti potuto fare e con pieno merito. Questo calcio non ha più sentimenti, ma ricordati che qui in Friuli troverai sempre tanti amici Resto chiuso nella mia campana romantica.  No, in questa storia non ci voglio entrare ! Lorenzo Petiziol @MondoUdinese

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