November rain

November rain

Di Valeri si è detto tutto: inutile creare alibi. Dalla gara con l’Atalanta l’Udinese ha palesato una involuzione dovuta a vari fattori, che però è preoccupante. La squadra sembra intimidita, crea poco, le fasce non ci sono, Guilherme è il giocatore per detta del tecnico con più qualità.

Insomma i conti non tornano in questo novembre uggioso, a volte perfino tempestoso (vedi caso Riera). L’Udinese sta palesando errori fatti sul mercato, dove si è sopravvaluto qualche elemento, soprattutto si è sbagliato a vendere Lopez prima di avere tra le mani il sostituto. Si è puntato su fasce laterali che comprendono il suddetto Riera (nessuno in società lo rimpiangerà, ma perché prenderlo e tenerlo?), il cavallo di ritorno Pasquale (buono in fase difensiva), il riciclato Piris (buono, ma non di certo determinante anche perché deve giocare sulla sinistra visto che il recupero di Silva rimane una telenovela).

In mezzo manca qualità più che un regista: tanti mediani, come si diceva una volta che Strama cerca di adattare all’avversario, ma che non può disporre in modo tale da creare un gioco adatto a supportare il modulo che sta intraprendendo.

Il 4-3-2-1, se dev’essere questo, non può però vedere Thereau difendere a sinistra, anche se non ci sono alternative: purtroppo la coperta oggi appare corta e a gennaio Badu partirà per la coppa d’Africa. Non sarà un problema da poco. A meno che Acquah, Aguirre e Rovini non arrivino davvero.

In settimana si parlava, poi, di grinta: l’Udinese non manca di determinazione, ma purtroppo due tiri in porta sono davvero una miseria, anche se si gioca a San Siro.

Stramaccioni ha le attenuanti generiche, non è uno che si piange addosso, ma da tempo reclama un attacco corto e fasce estemporanee.

Sommiamo questo al fatto che Valeri ci ha messo del suo e la frittata è fatta.

Però che troppi giocatori siano adattati per cause maggiori a ruoli non loro, fa pensare: i punti in classifica dicono 18, come il Sassuolo che ha speso meno dell’Udinese e ha ingaggi minori. Ovvero, serve ritrovare identità, perché questa Udinese palesa da tempo, e non per colpa del tecnico, una pochezza di sicurezza. Vuoi per l’eterogeneità della squadra, vuoi perché i risultati iniziali avevano illuso, vuoi per le assenze, vuoi per la decadenza dei senatori, ma purtroppo ad oggi è un problema da non sottovalutare.

Purtroppo siamo qui  commentare, comunque, una sconfitta che a metà del secondo tempo poteva essere evitata. Lo 0-0, addirittura sembrava diventare pian piano il risultato definitivo, il Milan stava arretrando il baricentro rispetto al primo tempo, l’Udinese aveva ritrovato qualche soluzione.

Senza dimenticare che Di Natale dal terzo minuto stava male, oltre a tutto quel che si è detto.

per cui con tutte le cause che abbiamo elencato, serve credere in Strama e nel suo lavoro. Purtroppo nel calcio ci sono mesi neri, novembre lo abbiamo visto tutti quanto sia stato piovoso e di gol ne sono piovuti fin troppi.

Quel che preoccupa, infatti, non è tanto quanto si segni (in linea con i punti fatti), ma quanto si subisca. E qui il modulo non c’entra, qui è una questione di mentalità, l’Udinese si sta perdendo in vecchi vizi che debbono essere aggiustati. Perché essere a metà classifica è l’obiettivo che tutti auspicavano a inizio stagione con una rivoluzione in vista, ma serve anche crescere.

E su questo serve forse l’apporto della società: avere Badu, Pinzi, Allan, che sono mediani, Guilherme che ha qualità, a ma è un centrocampista non serve ad andare oltre a quello che si sta vedendo.

Che non è un bellissimo spettacolo, è una pioggia di novembre che si spera finisca presto.

©Mondoudinese

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