Ora ci vuole un Friuli “blindato”

Ora ci vuole un Friuli “blindato”

Teniamoci stretto il punto e guardiamo avanti. Non si può certo dire che questa sia una stagione particolarmente emozionante per l’Udinese. Anche a Verona contro l’Hellas i bianconeri sono parsi “incolori”, non meritando lo svantaggio – giunto tra l’altro da un rigore piuttosto generoso concesso dall’arbitro Gavillucci -, ma neppure la vittoria. Insomma, ancora una volta la formazione di Stefano Colantuono ha mostrato tutte le sue fragilità, ma anche la sua capacità di riequilibrare situazioni che sembravano irrimediabilmente compromesse. dinatale1310Ripartiamo, dunque, dal terzo risultato utile consecutivo dopo il colpaccio a Bologna e il pareggio interno con il Genoa, in attesa che vengano tempi migliori. Soprattutto tra le mura amiche. Ha ragione Colantuono, quando pizzicato a 90° Minuto, sostiene che il rendimento fuori casa della squadra è eccellente con due vittorie – a Torino e Bologna – e un pareggio (a Verona) su quattro incontri disputati, mentre è in casa che è particolarmente deficitario (solo un punto con il Genoa a fronte di tre sconfitte). Ed è proprio al Friuli che l’Udinese deve ricominciare a recitare il ruolo da protagonista. Gli investimenti fatti nel nuovo impianto non hanno ritrovato riscontri sul campo. Quello che doveva essere un “fortino” è diventata zona franca, dove chiunque può portarsi a casa qualche soddisfazione. Non ci siamo. Palermo, Empoli, Milan hanno festeggiato i tre punti ai Rizzi con eccessiva facilità… è giunto il momento di invertire la rotta. A cominciare da domenica, quando al Friuli arriverà il sorprendente Frosinone di Roberto Stellone. Davvero importante la vittoria messa a segno ieri dalla neo-promossa contro la Sampdoria di Walter Zenga. L’ennesima conferma di quanto sia equilibrato questo campionato, dove non c’è una vera squadra leader, nè una squadra materasso (il Bologna è partito malissimo, ma nell’organico ha alcune pedine che possono dare la svolta da un momento all’altro). Ogni errore, per chi lotta per non retrocedere, può diventare pesantissimo e l’Udinese, in tal senso, non può più sbagliare tra le mura amiche. Serve una vittoria convincente contro i laziali per dare una svolta  – almeno parziale – al campionato. Eppure ci sono alcuni segnali che preoccupano. La mancata esultanza di Cyril Thereau dopo la rete del pareggio la dice lunga sulle tensioni che permangono nell’organico bianconero. Proprio il giocatore che ha vissuto per anni da avversario al Bentegodi avrebbe dovuto festeggiare doppiamente il gol siglato all’Hellas. Invece la sua immagine fredda e scostante, mai vista prima d’ora a Udine, stride parecchio con l’impresa compiuta. Ci sono tanti problemi da risolvere… e poco tempo a disposizione perchè domenica arriverà a Udine il Frosinone e tre giorni dopo i bianconeri affronteranno la Roma in trasferta. Due appuntamenti di primissimo piano che, per ragioni diverse, assorbiranno moltissime energie fisiche e nervose. Ci vorrà un’Udinese pronta, brillante e affamata. Tutto quello che finora non abbiamo visto, ma che in qualche modo potremmo riscoprire. Step by step.

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