Pantomima friulana

Pantomima friulana

Un ciclo è finito con Guidolin e da allora non ne è iniziato più un altro. Poteva accadere con Stramaccioni se gli veniva concessa, come meritava, un’altra chance. Invece….

Invece siamo qui con cori contro la proprietà e con chi si aggrappa alla doppia sosta per giustificare un ‘calo’ di tensione.

di Monica Valendino, @Moval1973

Partiamo dalla fine. La curva Nord manda (poco) allegramente a quel paese (con metodi un po’ più coloriti) Pozzo Jr, quello che oramai da tanti è definito lo ‘stratega del mercato bianconero’. Mercato che da cinque anni a questa parte fa acqua da tutte le parti e lo dice la classifica. Poi che il Watford, come sostenuto anche da Franco Dal Cin alla nostra testata (e da molti altri), sia la prima scelta è oramai assodato. Perché non vendere? Probabilmente il vecchio Pozzo vorrebbe ancora qualche soddisfazione e i figli stanno bene attenti a non contraddirlo, peccato che non sembra sappiano gestire un club che per anni ha dettato legge tra le provinciali.

Vero che è cambiato il mercato, che le altre hanno iniziato a copiare il ‘modello Udinese’, ma il club bianconero è stato fermo, anzi ha fatto passi indietro sia nella scelta degli allenatori sia nella scelta dei giocatori.

La sconfitta col Cagliari è la fotocopia di tante pantomime già viste. Un gol preso da una difesa che farebbe ridere anche Ridolini, scelte tecniche che sembrano confuse, giocatori mediocri spacciati per quelli che dovrebbero traghettare la squadra nella parte destra della classifica (cit.). Ma non scherziamo! Anche quest’anno sarà un anno di sofferenza, con la speranza che quelle dietro (che oggi sono a ridosso dei bianconeri) inizino a rallentare un po’. Ma intanto gli scontri diretti stanno andando tutti agli altri, con la squadra che solo dopo “punizioni” come ritiri in hotel cittadini riesce a dare un colpo d’ala, dimostrando che se sotto pressione qualcosa, seppur senza brillare, la tira  fuori. Ma siccome sembrano mancare dirigenti sempre presenti che sappiano raddrizzare lo spogliatoio, questo va per la sua. Eterogeneo come sempre, con ognuno che pensa al suo contratto e nulla più. Chi votava per la maglia (vedi i casi più vecchi di Pinzi, Domizzi e Di Natale e il recente di Felipe), sono stati allontanati con la scusa dell’età. Risultato: oltre a mancare un attaccante che sappia fare gol, oltre a mancare una colonna vertebrale che detti tempi e gioco, mancano anche quei leader che nello spogliatoio si fanno sentire con i più giovani, con quelli che sperano già in cessioni a gennaio perché qualche giornale ha parlato bene di loro.

Peccato che un singolo non fa una squadra, e una squadra non è detto che sia un  gruppo e questo è l’altro male dell’Udinese che ora attende il Napoli, sperando di non dover guardare sempre più in basso la classifica.

Una cosa è certa. Un ciclo è finito con Guidolin e da allora non ne è iniziato  più un altro. Poteva accadere con Stramaccioni se gli veniva concessa , come meritava, un’altra chance. Invece….

Invece siamo qui con cori contro la proprietà e con chi si aggrappa alla doppia sosta per giustificare un ‘calo’ di tensione.

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