Perica-Angella, da “comparse” ad attori protagonisti

Perica-Angella, da “comparse” ad attori protagonisti

Il finale di stagione dell’Udinese conferma la crescita generale del gruppo: trovata l’identità di squadra, chiunque è in grado di fare la differenza. Anche partendo dalla panchina

Lo abbiamo detto e ripetuto nelle scorse settimane (con sincera convinzione): il campionato dell’Udinese non è finito. Anche se la salvezza è stata ipotecata con un girone di anticipo – a proposito, ieri sera è stato emesso il primo verdetto: la retrocessione del Pescara -, i bianconeri a febbraio si sono posti un obiettivo ambizioso, ma non impossibile da raggiungere, ovvero il raggiungimento del decimo posto. E la rincorsa avviata lo scorso 5 marzo con il pareggio interno con la Juventus sta cominciando a tramutarsi in qualcosa di concreto. Sono solo due, infatti, i punti che separano la formazione di Gigi Delneri dalla Sampdoria, attuale decima forza del campionato, e il prossimo impegno contro il Bologna potrebbe agevolare ulteriormente la scalata dei friulani.

Ma tutto ciò si sta rendendo possibile perchè la squadra ha trovato una sua identità di gruppo e di gioco. E possiamo tranquillamente affermare che la seconda è logica conseguenza della prima. Riuscire a dare un’anima a questo gruppo non era impresa semplice, ma Delneri, passo dopo passo, ha centrato l’obiettivo. E la dimostrazione di ciò è che, aldilà dei valori tecnici dei singoli – che rimangono comunque imprescindibili -, si è creata una tale sintonia tra i reparti e tra i giocatori che chiunque è in grado di fare la differenza. Anche partendo dalla panchina, anche partendo dall’ultima fila.

Un caso abbastanza emblematico in tal senso è capitato proprio domenica scorsa, in occasione della sfida con il Cagliari. L’Udinese, pur rendendosi pericolosa in più di una circostanza, ha trovato la rete del vantaggio con Stipe Perica, entrato nella ripresa per sostituire Cyril Thereau, non proprio in gran giornata. L’ingresso in campo del croato ha cambiato il volto del match, grazie proprio all’atteggiamento con il quale l’ex Chelsea è sceso in campo. E il raddoppio firmato da Gabriele Angella è sembrato quasi un segno del destino: due giocatori partiti dalle seconde linee, per i quali è tangibile l’affetto della città e della tifoseria friulana, sono stati in grado di farsi trovare pronti nel momento decisivo. E non è la prima volta, soprattutto per il difensore ex Watford, sul quale andrebbe fatto più di un ragionamento per il campionato 2017-2018.

Adesso che l’Udinese ha ritrovato (finalmente) una sua identità, è giunto il momento di guardare avanti e cominciare a programmare una stagione da pole position.

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