Pronto l’incontro tifosi – club

Pronto l’incontro tifosi – club

Come Trump e Kim anche i tifosi dell’Udinese sono pronti a incontrare la società: con lo stesso risultato?

di Redazione

Alla fine ci sarà: il tanto atteso (?) incontro tra tifosi e proprietà è programmato alla vigilia della sfida tra Udinese e Bologna. Come dire, tendiamoci una mano perché in questo momento non è il caso di parlare d’altro. Del resto i tifosi che si attendono? Che il club decida di cambiare il nome allo stadio tornando a quello ufficialmente riconosciuto? Che cambino politica abbandonando la scelta di stranieri mediocri per tornare a setacciare il mercato nostrano? Che riaprano le porte ad allenamenti e sulla soglia degli spogliatoi per qualche foto? Non lo sappiamo, certo è che il passato non sembra poter tornare. Non con questa società, non ora, non finché ci sarà il Watford a distrarre le attenzioni.

Comunque la distensione come tra Trump e Kim cerca dei esserci. Poi sappiamo tutti com’è andata in Vietnam. A Udine, più o meno sullo stesso parallelo, non cambierà di molto. Un incontro interlocutore dove solo gli illusi possono credere di aver ottenuto qualcosa. I Pozzo, come Kim, hanno il coltello dalla parte del manico.

Dunque l’appuntamento è per sabato. Convocati l’Auc e la Curva Nord, parlarsi fa bene, ma i tifosi devono capire che cosa vogliono: un cambio drastico di direzione (allora non c’è partita che tenga per contestare e altre piazze insegnano), oppure il vivacchiare sempre con le solite promesse, con la sbandierata “Friulanità” bandiera da sventolare come bene comune? A loro la scelta. Di certo ricordiamo che sia Guidolin sia Zaccheroni, non due qualunque, dissero in tempi in cui la squadra volava, che con una pressione differente da parte del pubblico certi obiettivi sarebbero stati raggiunti, aggiungendo che la politica societaria dei Pozzo può valere solo a Udine. Immaginate a Verona, Bergamo, Bologna cosa succederebbe in una situazione analoga. Non parliamo di violenze, ma di semplice dissenso che è lecito quando un tifoso nel calcio d’oggi altro non è che un cliente. E se spende poco, come la maggior parte del pubblico, quello che non va negli Sky Box, allora non può pretendere molto.

I tifosi aspettano Gianpaolo Pozzo, l’unico davvero stimato, quello che però ha detto più volte che ha lasciato tutto in mano ai figli: che difficilmente ci saranno. Il punto non è tanto ricucire, ma continuare a convivere con obiettivi e sensazioni diverse. L’incontro non sarà risolutore, ma un punto di partenza dove il club deve per primo fare passi avanti. Ai tifosi, quelli di Udine, non si può chiedere di più.

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