Purtroppo è tutto vero, o quasi

Purtroppo è tutto vero, o quasi

Gli italiani, si sa, oramai sono privi di tutto (e privati di  molto), ma non gli manca la fantasia. Oddio, qui non è proprio un connazionale a tirare fuori dal cilindro il coniglio magico, ma siccome riguarda Roma 2024 da buoni italiani facciamo la sua idea nostra.

Tutto vero, garantiamo (chi non ci crede cerchi pure su ‘gugle’. Roma cala l’asso: nel 2024 le gare di tiro con l’arco, se il Cio dovesse davvero assegnarci le XXXIII Olimpiadi estive, si terranno in Vaticano. In piazza San Pietro. Il Coni ha deciso, con entusiasmo e commozione. La proposta è venuta dal cardinale Josè Saraiva Martins, ex calciatore nelle giovanili del Benfica: “È una cosa assolutamente fattibile, si tratta solo di un problema culturale. Le questioni logistiche si risolvono: è arrivato il momento per il Vaticano di scendere in gioco”.

Basta solo schermare  la finestra papale, hai visto mai. Francesco è tifoso, per cui se dovesse materializzarsi la cosa è bene prevenire piuttosto che curare.

La proposta potrebbe decisamente essere presa in considerazione. Magari abbinandoci una proposta di Olimpiade sobria, visti i tempi, rievocando le mitiche esibizioni del 196o, quando Roma è stata davvero città aperta. Così pare che qualche mente lungimirante vorrebbe trasmettere le gare in bianco e nero.

Non stupitevi: se altre ‘beautiful minds’, hanno accolto con favore gli arbitri di porta, ovvero la cosa più inutile della storia del calcio, allora tutto può succedere.

Blatter intanto afferma di non candidarsi più alla presidenza della Fifa. Minaccia o altro? La paura di tutti è che voglia riproporre un suo cavallo di battaglia dopo aver aperto alla tecnologia nel calcio: ovvero allargare le porte per avere partite con più gol (proposta del 1994, NdA). Sulla tecnologia poi è paradossale che se ne parli più fuori che dentro l’ambiente. In Tv ,chissà perché tutti la vogliono, pagherebbero il doppio per introdurla (immaginate quanti spot potrebbero inserire a ogni stop del gioco per la valutazione eterna se c’è o no fallo), i giocatori però sono per lo più contrari. Perfino il giovane nostrano Hallberg ha detto al nostro giornale che non gli piacerebbe, snaturerebbe il gioco.

Però l’opinione di chi fa calcio vale poco. Così come l’opinione di chi dovrebbe organizzare un’Olimpiade. Dove a questo punto non meravigliamoci se a Roma, fantasiosi come siamo, introdurremo anche le biglie come sport olimpico, il nascondino e i quattro cantoni. Il tutto per uno sport popolare e a basso costo.

A proposito la tecnologia nel calcio (la moviola etc.) costerebbe ai club sui 400 milioni all’anno, dalla Lega  Pro ai dilettanti iniziano già a pensare a come chiamare il loro gioco per differenziarsi non potendo adempiere a certi costi.

Però siamo italiani e fantasiosi: qualcosa ci inventeremo. Un parroco di un oratorio di Brembate ha già chiesto alla Curia di promuovere la sua idea: per abbattere i costi il campionato si dovrebbe giocare il pomeriggio in Piazza San Pietro, una partita a turno dalle 14 alle 2 di notte, per far contente tv e avere l’occhio migliore per valutare i falli. Quello divino.

Che Dio ci salvi.

Moval©Mondoudinese

 

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