Quando qualcuno indica la luna e tutti si fermano a guardare il dito c’è qualcosa che non va

Quando qualcuno indica la luna e tutti si fermano a guardare il dito c’è qualcosa che non va

Pozzo accusa pesantemente Pairetto. Ma la squadra sta. ricalcando in atto problemi e classifica degli ultimi anni. Forse l’analisi dev’essere più ampia e l’autocritica pari alla critica

Mettiamo intanto i puntini sulle ‘i’. Pairetto se ha sbagliato l’ha fatto per quella norma solo italiana che prevede gli arbitri di porta, che non ci sono da nessuna parte al mondo, ma che evidentemente alzano il budget dell’AIA.
Premesso questo ora manca solo nascondersi dietro alle polemiche su un arbitro, consapevoli da sempre che a fine anno la classifica rispecchia la qualità della squadra. “Esprimo il mio disappunto per quello che vedo, e non è il primo anno, ho fatto trent’anni di calcio prima di lasciare da due a questa parte in mano ai miei figli. Per me è illogico che il calcio non si avvalga della tecnologia, è un mezzo semplice per aiutare l’arbitro nei momenti cruciali come nel caso di un rigore che ha un significato determinante, può compromettere una partita.”, dice Pozzo. Il prossimo anno la tecnologia ci sarà, vediamo se incasinerà ancora di più il calciolo meno. “Devo dire che in trent’anni di calcio questo è il caso peggiore. Sia l’arbitro che l’addizionale hanno responsabilità, ma non mi è piaciuta in generale la direzione troppo casalinga. In occasione del rigore l’arbitro è a due passi e l’addizionale è di fronte: non trovo giustificazione. O dobbiamo dire che è incapace o, ancora peggio, disonesto”.

Quando qualcuno indica la Luna e tutti si fermano a guardare il dito c’è qualcosa che non va. Questo è il caso dell’Udinese, che sta ricalcando (Lazio a parte), i recenti campionati. Manca un gioco sulle fasce che sfrutti Zapata (che fa ruoli non suoi e i 4 in pagella derivano dalla non lucidità poi in area), manca un’identità a causa di undici stranieri che sanno che i 40 punti sono cosa “quasi” fatta e oramai sanno che molti di loro se ne andranno. Manca il coraggio di togliere chi non sta rendendo (Thereau), manca anche il coraggio riprovare soluzioni diverse. A Roma zero tiri in porta, nella ripresa una squadra chiusa dietro la linea del pallone nella propria metà campo.

L’Udinese non è diversa da quelle passate, questa è la verità. Il mercato estivo lo avevamo bocciato per i doppioni arrivati e per i misteriosi giocatori che sono stati presi (un ufo come Harmaduoi). La squadra si vedeva che era stata costruita per un 3-5-2 targato Iachini, un difensivista. L’effetto Delneri ha dato una scossa psicologica, ma poi i problemi sono tornati a galla: le fasce spingono poco (non ci sono terzino e. a gennaio non s è fatto nulla), manca un mediano vero davanti ala difesa (Kums è la delusione dell’anno), a centrocampo spesso c’è troppa anarchia.

La fortuna? Che le ultime tre l’anno scorso erano a ridosso, quest’anno sono a distanza siderale. La salvezza c’è, ma per favore non prendiamocela con gli arbitri per mascherare anche errori propri.

 

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