“Remuntada” Crotone, i passi verso la salvezza

“Remuntada” Crotone, i passi verso la salvezza

La marcia dei rossoblù in un girone di ritorno dove gli uomini di mister Nicola hanno accumulato ben 19 punti

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E quindi uscimmo a riveder le stelle. Termina l’Inferno con questo verso Dante Alighieri, finale della prima cantica di una Commedia che trasferiamo al calcio giocato e a quel Crotone capace di compiere gli stessi passi del Sommo poeta lungo l’arco della sua stagione d’esordio nel massimo campionato. Da un girone – d’andata – duro, insomma infernale, a una via attraverso cui ottenere la salvezza. In mezzo un purgatorio di gare andate a vuoto, una montagna da scalare faticando anche solo per racimolare un punto. Da matricola dannata, destinata alla retrocessione – fine peraltro già toccata a Pescara e Palermo –, a orgogliosa compagine in cerca di redenzione: questo il cammino dei ragazzi di Davide Nicola, un percorso accidentato che, grazie a un finale in rimonta e ancora in fase crescente, sta regalando ai rossoblù molto più di vane speranze, ma la concreta possibilità di conquistare il quart’ultimo posto.

E chi l’avrebbe detto? Nove punti all’andata, quattordici le sconfitte: il perfetto identikit della squadra “cuscinetto”. Tra le due uniche vittorie degli squali in quella fase di campionato – oltre allo scontro diretto in casa col Pescara – il successo sul Chievo Verona poi bissato al giro di boa. Clivensi prima vittime del duo TrottaFalcinelli e poi artefici, loro malgrado, del risveglio rossoblù a girone di ritorno inoltrato. Sono sei, allora, i punti concessi dagli uomini di Maran al Crotone: 2-0 sul finir di ottobre, 2-1 al Bentegodi, con quest’ultima quale prima vittoria esterna per il neo-promosso club del presidente Gianni Vrenna.

È il 2 aprile, e la zona caldissima pare dominio incontrastato di rossoblù, Palermo e Pescara. Prima di quell’appuntamento a domicilio, infatti, il Crotone ha collezionato, per il solo girone di ritorno, la somma esigua di cinque miseri punti, avendo pareggiato con Genoa e Sassuolo e prevalso sull’Empoli allo Scida per 4-1. Esito di grande rilievo, in particolare, quello emerso dalla sfida contro i toscani, visto che proprio all’Empoli i calabresi – forti anche del vantaggio negli scontri diretti – sperano adesso di scippare l’ultimo posto utile per mantenersi in A. Un pensiero, forse, che a due mesi dalla chiusura del campionato nemmeno sfiora i ragazzi di Nicola. Troppo tardi, poche partite, troppi i punti da recuperare.

Nel mentre, tuttavia, l’Empoli boccheggia – un po’ come ha fatto per tutto il resto del campionato – seguita a ruota dal Genoa dell’esonerato e poi richiamato Ivan Juric. Arriva così la trentunesima giornata e anche l’Inter cede il passo a un Crotone senza più nulla da perdere. La doppietta di Falcinelli sa tanto di canto del cigno, non fosse che alla vittoria per 2-1 sui nerazzurri segue l’1-1 di Torino in cui Simy risponde a Belotti e la rimonta al Ferraris di Genova sulla Samp per due reti a una. Marcia da capolista il Crotone di Nicola e da capolista si comporta quando blocca sull’1-1 il Milan di Montella. Incredibile ma vero, il punteggio ottenuto con i rossoneri a fine aprile sta addirittura stretto ai calabresi, complice il gol regolare del possibile doppio vantaggio annullato a Trotta e la contemporanea sconfitta dell’Empoli per mano del Sassuolo.

La trentacinquesima, di conseguenza, si trasforma nel dentro o fuori che non t’aspetti. Empoli e Genoa devono vincere per non venir raggiunte dalla galvanizzata compagine rossoblù, il Crotone dal canto suo, ha l’obbligo di liquidare il Pescara sperando in un passo falso di una fra le due rivali. Sul terreno dei biancazzurri Falcinelli e compagni faticano a trovare la via del gol, serve così una botta da fuori di Aleksandăr Tonev per dare ossigeno alla fiamma che ora anima i calabresi. La reazione dell’Empoli è veemente: ne fa tre al Bologna rispedendo al mittente i tentativi di sorpasso. Più complicato il discorso per il Grifone, salvato nel finale da un Lamanna para-rigori sul tiro dal dischetto dell’interista Antonio Candreva. L’estremo difensore salva così l’1-0 firmato Pandev e annulla, di fatto, lo sforzo di marca crotonese.

Alla vigilia della partita che vedrà opposti Crotone e Udinese, dunque, quattro punti separano la squadra di Nicola dal Pescara, mentre è di cinque lunghezze il ritardo rispetto al Genoa. Sarà tosta per i calabresi in queste ultime tre giornate – alla penultima è in programma la visita allo Juventus Stadium – un tunnel lungo 270 minuti al termine del quale poter uscire sani e salvi per riveder di nuovo le stelle. Magari da un osservatorio che guardi anche alla prossima Serie A.

Simone Narduzzi

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