Roma-Udinese e l’ultima ruota del carro

Roma-Udinese e l’ultima ruota del carro

Una volta il piatto domenicale era lo spezzatino. Le ricette delle nonne imperversavano sulle tavole degli italiani, con aggiunte, segreti, ma il succo rimaneva sempre quello: il pranzo rigorosamente alle 12:30 perché poi c’erano le partite. Un rito consolato, amato. Il calcio moderno ha spazzato via tutto. E lo spezzatino (quello del pallone) è diventato sempre più indigesto. Con i tifosi divenuti nel tempo da parte integrante dello spettacolo a paganti necessari, ma nemmeno  troppo.

Con le tv a imperversare, con i loro sodi, molti club farebbero anche a meno dei loro tifosi. Certo li reclamano quando serve, ma alla fine dei conti non sono loro che incidono sui bilanci. Così ci si inchina ai Re, alle tv e alle loro esigenze. Che stridono con le necessità degli appassionati da stadio.

Roma-Udinese è finita sotto il tritacarne del calcio spezzatino. In questo caso la concomitanza degli Internazionali di tennis nella capitale ha avuto un peso notevole, comunque sia alle tv di certo non spiace mandare in onda alle 20:45 la partita. Più audience, più pubblicità.

A pagare sono sempre gli stessi: gli appassionati che vogliono andare allo stadio. In questo caso ancora di più i friulani. Brava gente, che non crea problemi, che può accettare il cambio orario. Peccato che la trasferta a Roma era stata programmata da parecchi club (Fagagna, Corgnolo, San Daniele e Corno di Rosazzo), molti dei quali avevano pensato a un rientro in Friuli appena dopo il fischio finale. In tempo per riposare un po’ e gettarsi il lunedì negli impegni di sempre. Lo slittamento dell’orario cambia tutto.
Per carità ogni scelta (in questo caso anche legata ai problemi contingenti) è condivisibile: ma, sapendo che gli Internazionali erano ampiamente programmati, non si poteva decidere prima l’orario di Roma-Udinese? Non si poteva far sì che i tifosi prenotassero la trasferta in tranquillità? Molti di loro hanno già protestato, del resto la ‘gita fuori porta’ non è gratuita. Anzi. E perdere anche un giorno lavorativo il lunedì non era preventivato.

In fondo basta poco che ce vo? Un po’ di organizzazione, un po’ di buon senso. E rispetto dei tifosi. Che pagano, ma sono sempre più l’ultima ruota del carro.

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