Sarà pur colpa di qualcuno…

Sarà pur colpa di qualcuno…

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L’Udinese perde l’ennesima partita decisiva e la scusa della squadra giovane non regge più.

A chi possiamo dare la colpa di questa sconfitta? A Karnezis, che prende un gol da amatori aprendo le gambe davanti a un tiro telefonato quando bastava mettere il piede di piattone? A Heurtaux, che riesce nella titanica impresa di non marcare un giocatore, sì… un signor giocatore, Toni, che però se ne stava spalle alla porta a 10 secondi dal fischio della fine primo tempo e nello stretto ha le stesse qualità di un rinoceronte in un negozio di porcellana? A Domizzi, che quando Lazaros si accentra dalla fascia non chiude lo specchio della porta con un timore reverenziale che non bisognerebbe avere nemmeno di fronte al Maradona dei tempi d’oro? A Widmer, che probabilmente aveva corso una maratona in mattinata ed aveva stracciato il record mondiale, visto quanto aveva i piedi piantati per terra e le gambe piombate? A Badu che vagava per il campo come un fantasma? A Thereau che non ne ha azzeccata una? O forse a Stramaccioni che è riuscito a perdere una partita già vinta, che ha buttato via in un pomeriggio tutta la stima professionale che si era conquistato, operando dei cambi dalla panchina a dir poco incomprensibili e intestardendosi su un modulo che non era più adeguato visto il punteggio?

Perché di qualcuno sarà pur colpa se perdiamo una partita così… sarà pur colpa di qualcuno se sbagliamo almeno dieci cross nel secondo tempo e il primo calcio d’angolo arriva al 70esimo. Ci sarà un colpevole se il Verona fa due azioni d’attacco e due gol e noi ogni volta che arriviamo all’area di rigore avversaria perdiamo pallone, se Lazaros pare Robben e la difesa scaligera ricorda quella dell’Inter che vinse lo scudetto con Trapattoni. Ma contro l’Inter (di Mancini) non si era rivista la squadra cinica di inizio campionato? Quella che senza torti arbitrali avrebbe vinto (molto probabilmente) anche contro il Milan?

In settimana si è iniziato a parlare di superare la provincialità, e questa è stata la risposta. Non della società, che per la prima volta dopo tanti anni ha messo a disposizione dell’allenatore di turno una rosa non solo competitiva ma anche esperta. Ma dell’allenatore che non ha saputo cambiare modulo in corsa. Per battere il Verona non ci vuole molto, basta sapersi difendere con ordine, marcare a uomo Toni sui calci piazzati e aspettare uno dei loro soliti errori in difesa. Era una partita già vinta e perfino l’ex Nico Lopez ce la stava mettendo tutta per regalarci i tre punti, visto la prestazione opaca.

Quando vedi che Domizzi non ce la fa, che prende un metro ogni tre di scatto dell’avversario, tanto più quando vai sotto di un gol, è logico attendersi che si tolga un difensore, si abbassino i laterali che non hanno mai spinto a difendere a quattro e che si metta dentro giocatori pronti ad attaccare, specialmente negli spazi stretti. Invece Stramaccioni ha tolto prima Guilherme poi Fernandes, lasciando la squadra orfana di chi sa far girare palla e ha immesso il giovane Evangelista a fare da laterale sinistro, lontano dalla porta ed ha lasciato in campo tre giocatori che non riuscivano a combinare nulla: Widmer, Badu e Domizzi. E smettiamola di nascondere la codardia dietro la moderazione. Sono due cose ben diverse. Domizzi ha giocato male come raramente lo ho visto, ma questo non toglie la riconoscenza per gli anni in cui è stato la colonna portante di questa squadra. Semplicemente ora non ha più la prestanza fisica per stare dentro. Noi non siamo un partito politico che vive di un glorioso passato, siamo una squadra di calcio che deve vincere le partite. Chi non è all’altezza è meglio che si accomodi in panchina e si ritagli un ruolo da leader fuori dal rettangolo verde, magari evitando certe interviste fuori luogo che sono più adeguate al Grande Fratello della Marcuzzi che ad una squadra che ambisce all’Europa.

Cosa è successo oggi a Stramaccioni? Dopo le partite contro Cesena e Inter dove si era vinto grazie a lui e alle sua saggia gestione della partita, oggi pareva frastornato. Marchiamo Toni a zona sui calci piazzati? Quando loro si chiudono togliamo quelli con i piedi buoni? Al mister romano è stato concesso quello che Guidolin chiedeva da tempo e non ha mai ottenuto. Non gli hanno comprato Torje o Maicosuel per sopperire alla cessione di Sanchez; gli hanno acquistato Karnezis, Piris, Kone e Thereau. Non ci sono più scusanti.

Sarà stato sicuramente felice della vittoria sull’Inter, si è preso la giusta rivincita su una società dove le cose non filano lisce da un bel po’ di tempo. Ma ora è a Udine, e i tifosi dell’Udinese vogliono vincere determinate partite. Quando Totò Di Natale ha segnato il gol numero 200, abbiamo pareggiato contro un modestissimo Chievo. Vabbè che l’arbitro ne ha combinata uno grossa a non vedere un rigore netto, ma non abbiamo vinto, anzi… abbiamo infangato una giornata storica. Contro il Verona è il derby, noi lo sentiamo così, per noi è così. Contro il Verona si deve vincere, non ci sono scuse. E’ lui che deve rispondere alle domande sul perché. In una domenica si è giocato tutti i bonus conquistati lungo il percorso fatto assieme. Sì, il calcio è così: un giorno sei un eroe e quello dopo un c… Qua a Udine non sei ne un eroe ne un c… perché siamo persone moderate, ma siamo anche persone schiette. Non si può perdere una partita così, non quest’anno, non con questa squadra!

Ora sotto con la Sampdoria, e che non si trovino scuse varie. Il nostro livello è superiore.

©Mondoudinese

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